Boom di street food e apericena: per mangiare fuori spendiamo 76 miliardi

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Settantasei miliardi di euro, pari a 1/3 dei consumi alimentari nazionali (che ammontano a 220 miliardi di euro), è quanto abbiamo speso nel 2015 per mangiare fuori casa: è quanto emerso da un’indagine della Coldiretti. Da questa indagine si conferma sempre più “di moda” lo street food, costituito da alimenti già pronti per il consumo che sono preparati e venduti in strada. Quella dello street food è un’abitudine che ha ormai contagiato 35 milioni di italiani, perché riesce a conciliare la necessità del risparmio con la voglia di assaggiare prodotti tipici locali, ma anche di cibi etnici (come il kebab, che è stato molto di moda negli ultimi anni), e cibi internazionali (come l’hot dog), il tutto passeggiando in strada. Ma emerge anche un nuovo fenomeno, cioè l’apericena, molto in voga soprattutto tra i giovani, in quanto è il mix perfetto tra l’aperitivo e un’offerta di cibo più ampia, ma che consente comunque di contenere i costi. Partito dal Nord, il fenomeno dell’apericenana è andato diffondendosi un pò ovunque nel territorio nazionale anche grazie alla molteplicità di offerte messe a disposizione dai locali.

Secondo la Coldiretti in alcuni casi mangiare fuori casa è un necessità dettata dai ritmi del lavoro e, stando ai dati dell’Istat, è appena il 51% la percentuale di tra i 35 e i 44 anni che mangia a casa, e inoltre come precisa la Coldiretti durante la settimana si mangia fuori per il pranzo, mentre nel weekend si esce per cenare fuori. Ma l’abitudine di mangiare fuori è spesso anche un’occasione di svago o un modo che porta a sperimentare nuovi modelli di cucina. In molti casi i locali organizzano serate a tema con prodotti a chilometri zero del territorio o prove di degustazioni su vini territoriali, e questo è anche un modo per assaggiare i diversi tipi di vino, di cui è ricca l’Italia, ma anche per gustare formaggi e salumi.