Brasile, brucia la foresta Amazzonica. Record di incendi nell’ultimo anno

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Emergenza incendi (foto da wikimedia commons)

Continua a bruciare con un’intensità senza precedenti la foresta Amazzonica, polmone verde del pianeta che da sola produce circa il 20% dell’ossigeno della nostra atmosfera.

Il fuoco ha prodotto nelle scorse ore un’immensa nube di fumo che ha raggiunto anche la città di San Paolo del Brasile, la quale dista più di 2700 km di distanza dal fronte degli incendi, con grave rischio per la salute delle persone e conseguente allarme lanciato dall’OMS. Gli esperti sono preoccupati anche dalle ripercussioni che questi incendi avranno nella lotta al cambiamento climatico, che proprio grazie alle foreste equatoriali può vantare un naturale alleato contro i gas serra. 

L’istituto nazionale brasiliano per la ricerca spaziale fa sapere che il Paese ha subito nell’ultimo anno un numero record di incendi, ben 74.155 dal primo gennaio a martedì 20 agosto, pari ad un aumento dell’84% rispetto allo stesso periodo del 2018.

Molte le pressioni internazionali, che il Governo cerca di fronteggiare, per la protezione della foresta pluviale da disboscamento illegale o da attività estrattive. I gruppi ambientalisti contestano le scelte del presidente brasiliano Jair Bolsonaro, accusandolo di avere volontariamente allentato i controlli sulla salvaguardia della foresta. Bolsonaro ha replicato alle accuse insinuando che siano proprio le Ong ambientaliste responsabili dell’ondata di incendi forestali che ha colpito il Paese.

Riguardo agli incendi in Amazzonia, secondo me potrebbero essere stati fomentati dalle Ong, perché hanno perso i soldi che ricevevano. Quale sarebbe la loro intenzione? Causare problemi al Brasile“, ha dichiarato il presidente, per poi precisare che non voleva sostenere che le Ong fossero direttamente responsabili ma che “c’è un reato da combattere e vedremo come combatterlo e c’è un interesse delle Ong, che rappresentano interessi estranei a quelli del Brasile“.