domenica, Luglio 21, 2024
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Brexit, per il Fmi il Regno Unito recederà ancora più del previsto

La maggior parte delle persone pensava fosse un fenomeno temporaneo. Ma a tre mesi di distanza la sterlina continua a precipitare. E anche le previsioni per gli anni futuri non migliorano.

Il Fondo monetario internazionale ha tagliato le previsioni di crescita del Regno Unito. A luglio, subito dopo il referendum del 23 luglio, l’Fmi aveva previsto un rallentamento del Pil (Prodotto interno lordo) dall’1,9 per cento all’1,7 per cento nel 2016 e dal 2,2 per cento al 1,3 per cento negli anni a venire.

Adesso dopo tre mesi le previsioni cambiano ulteriormente. Sempre in peggio. Martedì 4 ottobre l’organizzazione ha ammesso che il rallentamento del Pil potrebbe arrivare anche al 1,1 per cento. In realtà, già da mesi la sterlina è in caduta e ha toccato il minimo storico degli ultimi trentuno anni.

Un altro aspetto che non facilita la situazione è, secondo la Fmi, il grado di incertezza in cui vivono i consumatori.  Il Fondo ha specificato che la confidenza dei consumatori è ancora influenzata negativamente e che l’inflazione salirà il prossimo anno al 2, 5 per cento, spinta dal deprezzamento della sterlina post Brexit. Inoltre, la Fmi nella sua previsione ha considerato che le trattative con Bruxelles si svolgano pacificamente e che alla fine ci sarà solo una crescita limitata delle barriere commerciale. Considerazione, però, abbastanza variabile.

Tenuto conto di questi aspetti sempre più economisti hanno paura che il Regno Unito possa entrare in recessione già dall’anno prossimo. A tal proposito non sono d’aiuto le stime elaborate dalla Banca d’Inghilterra che attualmente prevede una crescita dello 0,3 per cento nel primo trimestre e dello 0,7 per cento nel secondo.

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