Brexit, il confine irlandese è l’ostacolo più grande. Piano di evacuazione per la Famiglia Reale in caso di disordini

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Fonte Wikipedia

Dopo due anni di negoziati e conflitti in seno al Parlamento Britannico, la premier Theresa May si dichiara determinata a rispettare i tempi della Brexit fissati al prossimo 29 marzo, affermando al contempo nel corso di un’intervista al Sunday Telegraph che tornerebbe a Bruxelles con “un mandato nuovo, nuove idee e rinnovata determinazione“.

La May ha chiesto il sostegno di Jeremy Corbyn circa la necessità che l’Unione Europea offra concessioni sull’accordo per la Brexit, e ha sottolineato che quella portata avanti a Bruxelles è una “battaglia per la Gran Bretagna“. Corbin non l’ha sostenuta a Westminster, ma la premier britannica è convinta che il leader laburista creda come lei nella necessità di un’intesa con Bruxelles.

La May intende definire limiti di tempo o ancora negoziare un meccanismo di uscita unilaterale che permetta alla Gran Bretagna di non restare intrappolata nelle strutture Ue per un tempo indefinito, ma entrambe le opzioni sono già state respinte da Bruxelles.

Tra gli ostacoli all’accordo sulla Brexit spiccano le problematice legate al futuro del confine tra l’Irlanda del Nord e la Repubblica d’Irlanda. Il primo, infatti, fa parte del Regno Unito, mentre il secondo è membro dell’Unione Europea,costituendo quindi l’unico confine che il Regno Unito condividerà con Bruxelles.

Stando al progetto di accordo di uscita dall’Unione Europea del novembre 2018, a prescindere da quanto stabiliranno eventuali futuri negoziati il confine irlandese resterà aperto (si parla a tal proposito di “backstop irlandese”). Ma per avere tale garanzia è necessario che il Parlamento britannico ratifichi l’accordo per intero.

L’emergere di un confine tra il Nord e il Sud dell’Irlanda è temuto sia dagli inglesi che dagli irlandesi per vari motivi, tra cui l’impossibilità di pattugliare correttamente la zona, che si estende per 500 chilometri e attraversa l’intera isola.

Quando la Repubblica d’Irlanda uscì dall’unione doganale britannica, nel 1923, si arrivò a un compromesso con un piccolo numero di valichi lungo il confine, tramite i quali era reato trasportare merci non approvate, ma ciò portò a un’intensa attività di contrabbando lungo il confine.

Da un punto di vista storico, la rimozione del confine e la libera circolazione di beni e persone ha avuto un ruolo determinante nel processo di avvicinamento e coesistenza tra gruppi protestanti e cattolici nell’Irlanda del Nord e oltre il confine.

Attualmente non vi sono controlli e il commercio florido, ciò spiega perché gran parte delle persone nell’Irlanda del Nord abbia votato contro la Brexit nel referendum del 2016.

Il governo britannico e quello irlandese concordano dunque che la frontiera debba essere mantenuta aperta, ma se non si raggiunge un accordo per la Brexit entro il 29 marzo il confine irlandese diventerà una frontiera esterna dell’Unione europea.

Intanto la Brexit continua a spaventare i colossi del business, e dopo l’annuncio di trasferimento di Sony, Toshiba e Dyson, nelle scorse ore anche la giapponese Nissan si è dichiarata pronta a lasciare il Regno Unito. “La continua incertezza sulle future relazioni del Regno Unito con l’Ue non sta aiutando le aziende come la nostra a pianificare per il futuro“, ha dichiarato il presidente di Nissan Europe, Gianluca de Ficchy.

Sembra concretizzarsi, inoltre, il rischio di scontri e tumulti in caso di mancato accordo con Bruxelles, al punto da spingere il governo britannico a predisporre un piano di evacuazione per la Regina Elisabetta II e il resto della Famiglia Reale che in caso di “no deal” saranno portati via da Londra e trasferiti in un luogo segreto.

Il progetto, a cura del ministro dell’Interno Whitehall, doveva restare segreto ma e’ stato reso noto dal Times. Già in passato, durante la Guerra Fredda, era stato messo a punto un progetto per condurre in salvo la Famiglia Reale in caso di un attacco nucleare dell’Unione Sovietica.

Resta sconosciuto il luogo di destinazione dei componenti di spicco della Famiglia Reale, tra cui, oltre alla Regina e a suo marito, Filippo di Edimburgo, si annoverano il principe Carlo con la moglie Camilla e le famiglie dei suoi figli, William ed Harry. Il Times, che sarebbe in possesso anche di questa informazione, ha deciso tuttavia di non divulgarla.