Cala il sipario sull’era Icardi. I gol, la fascia, i social e tante polemiche

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Due match. Centottanta minuti ancora e poi l’avventura di Mauro Icardi sarà definitivamente conclusa in maglia nerazzurra. Il primo a parlarne è stato Spalletti nella consueta conferenza stampa prepartita. Il tecnico di Certaldo, dato anche lui con le valigie pronte, si è espresso positivamente sul giocatore, dichiarando più volte la sua assoluta professionalità in allenamento.

Solo un attimo di incertezza prima di rispondere alla domanda sul caso della fascia da capitano. “Se siamo mai tornati sulla questione fascia? Diventa difficile perché poi ognuno resterebbe sulle proprie posizioni, ma adesso si sta allenando bene, con il giusto atteggiamento”. Nonostante l’attestato di stima, il destino del goleador di Rosario è segnato.

La dirigenza è decisa a voler liberarsi del giocatore nella prossima sessione di mercato essenzialmente per due motivi. Il primo è di natura interpersonale. Icardi, nello spogliatoio interista, ha creato una spaccatura difficile da risanare e che ha influito negativamente sulla compattezza del gruppo e sui risultati.

Il secondo è prettamente di natura economica. E’ notizia degli ultimi giorni che la Commissione UEFA abbia ufficialmente dichiarato l’Inter fuori dal Settlement Agreement. Purtroppo i rigidi parametri del FPF sono ancora lontani da raggiungere e per non rischiare ammende o squalifiche si tenterà di rispettarli con una operazione in uscita.

La cessione di Icardi, quindi, potrebbe essere risolutiva anche da un punto di vista finanziario. Marotta e Ausilio sperano di poter segnare una importante plusvalenza. Icardi è arrivato a Milano, via Samp, per 13 milioni di euro. La dirigenza nerazzurra è certa di poter ottenere dal suo trasferimento almeno una settantina di milioni per segnare una plusvalenza monstre. Operazione non difficile da portare a termine visto il numero di squadre che stanno aspettando la fine del campionato per tentare l’offensiva di mercato.