Calcolo superficie calpestabile: come si ottiene?

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Se sei interessato ad acquistare un nuovo immobile, uno degli aspetti da considerare è proprio la metratura. Si parla spesso di bilocali, trilocali e quadrilocali ma a fare la differenza non sono le stanze ma la superficie calpestabile. Calcolare la superficie calpestabile è un lavoro che richiede esperienza; ad occuparsene sono i geometri che vanno a considerare solo ciò che davvero è utilizzabile da chi acquista l’immobile indipendentemente che si tratti di abitazioni o edifici commerciali.

Cos’è la superficie calpestabile di un immobile

Conosciuta come superficie calpestabile o superficie utile, va ad identificare i metri a disposizione per poter effettivamente camminare o comunque assolutamente utilizzabili; si tratta di una metratura che esclude la dimensione dei muri interni e di quelli perimetrali. Nelle analisi di superficie calpestabile spesso si parla di vani; si tratta di una suddivisione degli spazi ma si distingue dal concetto medesimo che viene invece espresso nelle valutazione catastali dove si parla di utile o accessorio.

Superficie calpestabile o commerciale: le differenze

Gli annunci di vendita immobile possono trarre in inganno; una differenza importante da fare è quella tra la superficie calpestabile (conosciuta anche come superficie utile) e quella commerciale. Il calcolo della superficie calpestabile non deve tenere conto dei muri che dividono e degli spazi esterni come ad esempio i balconi, le terrazze o i portici. Quello commerciale invece comprende tutta la metratura dell’edificio che desideri acquistare.

Calcolo superficie calpestabile: come fare?

Sia in caso tu desideri acquistare sia tu vesta i panni del venditore dell’immobile, devi sapere che il calcolo della superficie calpestabile può essere effettuato solamente da professionisti del settore e in modo particolare dai geometri. Loro, muniti di planimetria ottenuta dal catasto possono occuparsi di verificare il dato e fornirti una risposta dopo una perizia. Tieni in considerazione che a seconda dei materiali utilizzati viene tolta una determinata percentuale come franchigia.

Il professionista che si occupa della misurazione, non solo recupera i documenti necessari ma poi utilizza sistemi precisi come quelli di Cad così da poter verificare con attenzione quelli che sono gli spazi. Se vuoi farti un’idea generale invece, possiamo dirti che la superficie commerciale supera del 10% circa quella calpestabile. Attenzione; questa percentuale chiaramente non è impeccabile, potrebbero esserci anche differenze del 15%: tutto dipende dai materiali utilizzati e dallo spessore dei muri.

Devi sapere, inoltre, che dal 2015 le visure catastali indicano una superficie espressa in metri quadri che va a sostituire il vecchio concetto di “vani”. È importante però sapere che la superficie indicata al catasto non è quella calpestabile ma quella commerciale; ecco perché chi cerca maggiori dettagli dovrebbe rivolgersi ad un geometra che se ne può occupare.

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Gli spazi compresi e le stanze escluse

Abbiamo capito che oltre ai muri, vengono esclusi dalla superficie calpestabile balconi, terrazzi e posti auto che però vengono conteggiati nella superficie commerciale. Ci sono però stanze che alimentano alcuni dubbi. È il caso della cantina ma anche della mansarda. In ambito catastale, si parla semplicemente di immobili abitabili o non e devono avere almeno un’altezza di 2 metri con una media di 2 metri e 70. A seconda della percentuale di abitabilità viene contata una metratura pari alla percentuale di quanto corrisponde.

Calcolo superficie e Tari

La Tari è una delle tasse comunali più gravose sul bilancio familiare; l’imposta sui rifiuti viene calcolata utilizzando l’area calpestabile di un determinato immobile. È importante quindi sapere che il Comune va ad identificare quella che è la reale metratura calpestabile e non tiene in considerazione invece quella commerciale.