California, una centralinista di Yelp si lamenta di essere sottopagata e viene licenziata

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“Ho 25 anni e mi sto indebitando per pagarmi una vita che non mi faccia piangere nel bagno ogni settimana” ha scritto la 25enne Talia Jane in una lettera aperta sulla piattaforma medium al ceo di Eat24, l’app per ordinare pranzi e cene a domicilio di proprietà di Yelp, poi rivolgendosi a Jeremy Stoppelman, l’amministratore di Yelp, il social su consigli pratici (dai ristoranti agli alberghi, dai luoghi di pubblica utilità agli artigiani) per cui lavora, ha scritto: “Hai appena speso 300 milioni di dollari per comprarti una app che ti porta il cibo a casa e una delle tue impiegate non ha nemmeno i soldi per fare la spesa”.

Foto del profilo di Talia Jane su medium
Foto del profilo di Talia Jane su medium

https://medium.com/@taliajane/an-open-letter-to-my-ceo-fb73df021e7a#.hdtjmt5lr

Talia per mantenersi aveva accettato un lavoro al call center di Yelp, nonostante la paga poco entusiasmante, 8 dollari e 15 centesimi l’ora (7.35 euro circa) e le spese mensili, come l’affitto o i trasporti pubblici, per i quali spende 200 dollari al mese. Nella lettera la venticinquenne scriveva infatti che dopo aver pagato l’affitto dell’appartamento che dista 40 miglia dal luogo di lavoro e dopo aver pagato ogni giorno ben 11 dollari tra il viaggio di andata e quello di ritorno, non riusciva più nemmeno a comprarsi frutta e verdura, la sua dieta era costituita quasi esclusivamente da riso ed è arrivata a definire il pane “un lusso per lei”. Poi racconta di un collega “senzatetto”: “I miei colleghi cercano secondi lavori, uno di loro era anche senzatetto: veniva ogni giorno con una grande borsa che era tutto ciò che possedeva”.

Il post di Talia su medium ha collezionato migliaia di like e decine di commenti. Ma il risultato è stato che due ore dopo, la ragazza ha riferito di essere stata licenziata.

Dal canto suo l’azienda si è giustificata negando che il licenziamento avesse a che fare con il suo sfogo e Jeremy Stoppelman su twitter ha conferma di aver licenziato la ragazza, rifiutandosi però di spiegarne le motivazioni.