Caos “San Carlo”. Bardi e Barresi snobbano il meeting con gli infermieri

Il governatore lucano e il direttore generale dell'AO "San Carlo" fanno saltare l'incontro con i sanitari che dal 6 dicembre saranno licenziati in barba alle scadenze dei loro contratti. Più che reale il rischio di chiusura di molti reparti.

0
San Carlo
Azienda Ospedaliera San Carlo di Potenza

È una situazione al limite del comico se non fosse per la delirante tragicità che si trascina e che regalerà agli avventori e al personale sanitario di uno dei presidi ospedalieri più importanti del Mezzogiorno. Il “San Carlo di Potenza, realtà d’eccellenza nel territorio lucano, è seriamente a rischio collasso. Con una lettera di licenziamento a sorpresa i dirigenti del polo sanitario hanno deciso il congedo anticipato per infermieri, OSS e tecnici assunti con contratto determinato recante come data di fine rapporto il 31 dicembre 2019.

Sarà invece il 6 dicembre il giorno in cui più di 150 lavoratori dell’Azienda Ospedaliera dovranno lasciare il nosocomio lucano e fare fagotto. Una decisione che ai più suona come una vera follia. È questo il motivo per cui nella giornata di ieri era stato fissato un incontro tra i dipendenti prossimi al licenziamento e il duo Barresi-Bardi. Un summit che avrebbe dovuto dare risposte sulla scelta di dismettere una così ingente forza lavoro addirittura con settimane di anticipo rispetto alla naturale scadenza contrattuale. Peccato che i due abbiano deciso deliberatamente di disertare il meeting, lasciando disattese le speranze di decine di persone intente ad aspettarli fin dalle prime ore della giornata.

La notizia dell’assenza ingiustificata è al fine divenuta ufficiale solo ben oltre mezzogiorno e la frustrazione è esplosa in una manifestazione di protesta davanti agli uffici amministrativi e nella sala di accettazione e ticket. Numerosi gli attestati di solidarietà e vicinanza da parte dei pazienti in attesa che tra una decina di giorni potrebbero vedersi ridotti i servizi o, peggio, fare i conti con la chiusura di alcuni reparti.

Non è un eufemismo parlare di cessazione di servizio. – spiega l’infermiera De Stefano – I reparti interessati sono la quasi totalità di quelli presenti nella sede centrale di Potenza e diversi di quelli presenti nei distretti della provincia. Solo qualche giorno fa l’ematologia è stata costretta a chiudere alcune sale e non va meglio nemmeno alla Neurologia, con 9 unità in meno, e al Pronto Soccorso già carente di 4 unità“.

Il problema, nemmeno a dirlo, è di mero formalismo finanziario. “Ci hanno spiegato – continua la De Stefano – che il provvedimento è figlio di un disavanzo di 300 mila euro che l’ospedale dovrebbe affrontare se ci permettesse di continuare a lavorare fino al 31 dicembre. In realtà ci sono dei fondi stanziati per questo genere di complicazioni, ma vincolati. La nostra volontà è appunto fare in modo che si possa accedere a tali finanziamenti per far fronte non solo alle esigenze dei lavoratori precari, ma, soprattutto, alle necessità dei cittadini che hanno il diritto costituzionale alla salute“.

Intanto è stato fissato nella giornata di giovedì 28 novembre un nuovo incontro tra i sanitari, i dirigenti del polo ospedaliero e i rappresentanti dell’amministrazione regionale. Se anche questo summit finirà in un nulla di fatto i precari del “San Carlo” non nascondono che potrebbero portare dinanzi al Prefetto Annunziato Vardè le loro ragioni.