Capelli, attenzione alle acconciature aggressive

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Mi fanno male i capelli, dice Monica Vitti in una celeberrima scena del film Deserto Rosso di Michelangelo Antonioni, citando una poesia di Amelia Rosselli. Negli anni, questo verso è diventato il simbolo di un disagio generazionale, espresso dalla grande attrice con profonda leggerezza, ma trae origine da un problema tanto comune quanto concreto.

Dolore ai capelli, fatto vero. Il dolore ai capelli è infatti un fatto reale, che come spiegano gli esperti possono dipendere anche dalle acconciature; in particolare, secondo il dermatologo newyorkese Debra Jaliman, “l’indolenzimento è la conseguenza di un’infiammazione diffusa dei vasi sanguigni presenti nel cuoio capelluto che, pesando sui follicoli, producono il dolore”. Sotto accusa ci sono in particolare alcune pettinature piuttosto trend, come la coda di cavallo tiratissima, gli chignon rigidi e le trecce agganciate al capo con una colonia di forcine.

Comportamenti problematici. Anche sul sito di Hairclinic, gruppo clinico specializzato nel trattamento dei problemi ai capelli, sono descritti i rischi che derivano da comportamenti poco salutari per le nostre teste: oltre alle acconciature, infatti, non bisogna trascurare i possibili effetti negativi che ferri caldi, piastre e liscianti chimici possono avere sul cuoio capelluto, che possono degenerare in alopecia da trazione, una vera e propria patologia che provoca la rottura dei capelli e la loro perdita dalla radice.

Rischi per i capelli. Nello specifico, in questo tipo di alopecia il diradamento sensibile dei capelli viene causato da una tensione eccessiva o da una sollecitazione costante del cuoio capelluto. Per fortuna, il processo è in genere reversibile, ma se non si interviene in modo tempestivo si incorre in conseguenze permanenti, che è possibile affrontare solo ricorrendo a trattamenti specifici o, nei casi peggiori, alla chirurgia o all’innovativo trattamento di Medicina Rigenerativa, che riesce a invertire il processo di miniaturizzazione dei follicoli non atrofizzati, che tornano così pienamente attivi.

Come prevenire il problema. Come ricordava un vecchio spot, “prevenire è meglio che curare”, e allora è il caso di ascoltare i consigli che i dermatologi rivolgono in particolare alle donne per ridurre al minimo tutti i possibili fattori di stress al cuoio capelluto: in sintesi, questi suggerimenti hanno in comune alcuni elementi chiave, come la “tregua” settimanale ai capelli, lavaggi frequenti e un divieto (più o meno assoluto) a piastre, code di cavallo, impiastri e altri prodotti chimici, o comunque limitare questi ultimi a un uso moderato per non compromettere definitivamente la cute della testa.

Far riposare i capelli. Lars Skjoth è un noto hairstylist danese, fondatore di un marchio specializzato in prodotti per la cura dei capelli, e ha le idee chiare su quello che serve per “salvare” i capelli delle donne: si comincia appunto da una tregua, ovvero dal liberare la chioma per almeno due volte alla settimana. I follicoli sono infatti delicati, vanno trattati con cura e lasciati molto più liberi nella loro posizione naturale, ovvero sciolti. E comunque, se si scelgono pettinature ad alto rischio (tra cui vanno inserite trecce, dreadlock ed extension), è “bene non tenerla un giorno intero o, peggio, la notte. Il motivo? Questo stress potrebbe indebolire sensibilmente il follicolo e causarne la caduta”.

I nemici dei capelli. Nel caso delle extension, poi, ci sono anche altri rischi, perché queste ciocche sono applicate direttamente con colle sul cuoio capelluto, mentre la stiratura chimica espone a un rischio elevato di danni al fusto del capello, con conseguente aumento della possibilità di rottura. Altri nemici dei capelli sono le tinte a basso costo a base di soluzioni chimiche, che possono alterare il ph della pelle e provocare irritazione, così come gli shampoo troppo secchi, che possono indebolire sensibilmente la cute ed esporla ad aggressioni e rossori.