Capello bacchetta due rossoneri: “Uno mi ha innervosito, l’altro dovrebbe prendere in mano la situazione”

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Fabio Capello, ex tecnico di Milan e Juventus
Fabio Capello, ex tecnico di Milan e Juventus

La sconfitta di ieri sera a San Siro contro la Lazio ha contribuito a rendere ancora più pesante l’aria in casa Milan. Stefano Pioli, dopo essere riuscito a raccogliere i tre punti contro la Spal, è uscito nuovamente sconfitto a beneficio della Lazio che è tornata a Roma con il bottino pieno. Stamattina è intervenuto sulla vicenda un ex allenatore di lusso: Fabio Capello. L’ex tecnico è intervenuto ai microfoni della trasmissione Radio Anch’io lo Sport di Rai Radio e si è espresso molto duramente riguardo la situazione del Milan e ha puntato il dito almeno contro due calciatori dell’attuale rosa.

IL PRIMO INDIZIATO – Il primo calciatore che ha subito le critiche di Capello è stato Rafael Leão. Il portoghese è entrato ieri al 53esimo minuto al posto di Paquetá, ma non è riuscito a cambiare la partita in positivo. “Il Leao di ieri sera mi ha innervosito, non può pensare di giocare solo con la palla tra i piedi. Deve partecipare al gioco sia in fase difensiva che in fase offensiva. Quando ha la palla tra i piedi è un giocatore da Milan ma non basta. Ho passato momenti difficili da allenatore e da calciatore ma senza personalità è dura“. È stata questa la critica dell’ex CT di Inghilterra e Russia che segnalato la mancata partecipazione di Leão alla fase difensiva e soprattutto gli ha rimproverato di fare poco movimento senza palla, imprescindibile oggi per qualsiasi calciatore moderno.

CRITICHE ANCHE AL CAPITANO – Rispondendo poi a una domanda riguardo la soluzione per fare rinascere questo Milan e interrogato sul peso che hanno le tensioni societarie, ha così risposto: “Sicuramente, i giocatori leggono tutto e vengono influenzati. Ci vorrebbe un vero capitano, non solo un giocatore che indossa la fascia. Qualcuno che prenda in mano la situazione: la forza di un allenatore è avere dei leader che possano creare un grande gruppo“. Pur non avendolo nominato, è evidente la critica ad Alessio Romagnoli, l’attuale capitano del Milan. Più che una critica tecnica, però, si è trattato di una critica di carattere: per Capello, Romagnoli non avrebbe la tempra adatta per svolgere il ruolo da capitano o comunque non sarebbe dotato del carisma necessario per guidare i compagni nella transizione verso la fine della crisi, che sembra non far vedere la luce in fondo al tunnel.