Caso De Luca. L’indagine, la telefonata e il PD locale

0

La conferenza stampa del governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca, dopo la notizia dell’indagine per concussione che lo vede coinvolto insieme ad altre sei persone, tra le quali Carmelo Mastursi, ex capo della sua segreteria, e la giudice del tribunale civile Anna Scognamiglio, è iniziata così: “Il controllo di legalità per le persone perbene è un vantaggio non un fastidio, invito la magistratura ad andare avanti, con estremo vigore e in tempi rapidi. I cittadini italiani hanno diritto a essere rappresentati dalle persone perbene”.
De Luca sottolinea poi :”Io sono parte lesa. Combatteremo in maniera ferma contro chiunque voglia gettare ombre sul nostro operato.”
L’indagine, riassunta in centinaia di pagine, parte dall’intercettazione di una telefonata tra il dirigente sanitario Guglielmo Manna, marito della giudice Scognamiglio, e Carmelo Mastursi. Manna, poco prima che fosse depositata la sentenza sull’applicazione delle legge Severino nei confronti di De Luca, avrebbe chiesto a Mastursi un’assunzione nel settore della sanità, promettendo in cambio un’intervento da parte della moglie sulla sentenza. La telefonata, secondo l’accusa, sarebbe stata fatta d’accordo con Scognamiglio.
Al 17 luglio scorso risalirebbe la telefonata chiave tra il giudice Anna Scognamiglio, ancora in camera di consiglio e il marito Guglielmo Manna, pubblicata oggi dal Corriere della Sera, “Abbiamo finito, è fatta”. Pochi minuti dopo dal cellulare dell’uomo parte un sms: “È andata come previsto”.
Agli atti, sempre riportati dal quotidiano, ci sarebbero altre intercettazioni. Come quella tra Manna e Scognamiglio del 2 agosto, dopo la sentenza favorevole per De Luca, in cui Manna avverte la moglie di doversi recare in Regione, sperando di ottenere l’incarico desiderato.

È il 19 ottobre quando la procura di Roma ordina una serie di perquisizioni. I poliziotti entrano negli uffici della Regione, vanno a casa di Carmelo Mastursi e degli altri. Controllano la casa e l’ufficio della giudice. Solo in quel momento De Luca avrebbe scoperto di essere sotto indagine. La notizia dell’operazione, però, si diffonde solo il 9 novembre, quando Mastursi si è dimesso da capo della segreteria di De Luca per l’impossibilità di svolgere anche l’incarico di segretario regionale organizzativo del Partito democratico.
Intanto, i parlamentari campani e i consiglieri regionali si sono dati appuntamento per venerdì pomeriggio nella sede del Pd di Napoli per provare a trovare un punto di contatto, in un partito estremamente frastagliato, a cui non va proprio giù una parte del discorso fatto in conferenza stampa da De Luca: “lanciata la sfida della trasparenza. Noi e il partito in cui milito (Pd) siamo protagonisti di questa sfida e non arretreremo di un passo”.