domenica, Marzo 3, 2024
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Caso Maradona, la conferma dell’autopsia: Diego morto per cure inadeguate

Nelle ultime ore sono emersi i risultati dell’autopsia a cui il corpo di Diego Armando Maradona è stato sottoposto. Ebbene, le voci che designavano come colpevoli il dottore personale Luque e la psichiatra Cosachov sembrerebbero essere confermate: il campione argentino non presentava alcuna traccia di alcool o di stupefacenti nel suo sangue al momento della morte.

Fatale dunque è stata la non curanza delle persone che avrebbero dovuto assisterlo. Stando infatti a quanto emerso dalle varie indagini, l’agonia del Pibe de Oro sarebbe durata dalle 6 alle 8 ore. Un lasso di tempo molto lungo, in cui nessuno si è accorto delle gravi condizioni di Maradona.

Una colpa gravissima che ovviamente ora vede i due medici doversi difendere dall’accusa di omicidio colposo. Scacciate dunque allo stesso tempo tutte quelle voci che insinuavano di un Maradona lasciatosi morire per depressione.

Maradona era sì depresso e per tale motivo assumeva infatti psicofarmaci, ma la sua morte non è dipesa da ciò. Il triste epilogo è avvenuto da causa di un quadro clinico complicatissimo che necessitava sicuramente di maggiori cure ed attenzioni.

Anzi, secondo quanto si apprende dalle varie indagini, per evitare la morte di Maradona sarebbe bastata anche la semplice presenza di un defibrillatore nell’abitazione del Pibe de Oro. Mancanze inspiegabili su cui bisogna far luce con l’avanzamento delle indagini.