Caso Marchisio: i social network non sono affatto un problema

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Nel corso del ritorno della Semifinale di Coppa Italia che si è giocato ieri sera allo Stadio San Siro di Milano, in cui l’Inter ha inutilmente battuto la Juventus 3-0 per poi essere eliminata ai calci di rigore, Claudio Marchisio, assente ieri, tramite un suo tweet ha scatenato il putiferio. In particolare il centrocampista della Juventus e della Nazionale, si è espresso in merito alla telecronaca della partita che per la RAI è stata effettuata da Gianni Cerqueti. In seguito ad un fallo di Zaza, che stava provando a contendere il pallone a Danilo D’Ambrosio sulla linea di fondo, Cerqueti ha detto: “Zaza va a scalciare D’Ambrosio“. Avendo visto in presa diretta il fallo di Zaza, sembrava davvero che il fallo fosse più duro, ma dal replay si è visto che non era proprio uno scalciare. Il “principino” così come viene soprannominato ha quindi scritto su Twitter: “Ammonizione Zaza. Dicono che ha scalciato. Telecronaca fatta da un non vedente.” La RAI ha espresso tutto il suo sdegno verso questo tweet tramite l’UsigRAI dicendo che queste parole sono offensive sia verso chi stava effettuando la telecronaca con professionalità, sia verso le persone non vedenti.

Ora bisogna capire se il problema sono i social network che permettono ai calciatori di esprimersi o se il problema sta nel come si utilizzano questi potentissimi mezzi. Ovviamente noi riteniamo che il problema sia il come. Facebook, Twitter e Instagram sono i social network più utilizzati dagli sportivi di tutto il mondo. Tramite le foto, i cinguettii o gli stati che gli atleti publicano, noi tifosi e opinionisti ci possiamo fare un’idea migliore delle persone che si “nascondono” sotto quelle bellissime maglie da gioco. Ora quest’uscita (molto) infelice di Claudio Marchisio è frutto del momento di agitazione della partita, specie perché lui è sempre stato simbolo di rispetto, lealtà e fair play. Gli sportivi devono capire che quando si espongono in questo modo, possono generare il panico, così come successo ieri. È quindi importante, se proprio si vuole commentare qualcosa a caldo, capire cosa effettivamente si sta scrivendo onde evitare polveroni come questo. In definitiva viva i social network che ci consentono di conoscere meglio gli atleti, ora sta a loro sapere quando e come utilizzarli.