Caso Suarez, la ministra De Micheli conferma: “Paratici mi contattò chiedendomi supporto per ottenere la cittadinanza del calciatore”

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Luis Suarez, fonte By Анна Нэсси - https://www.soccer.ru/galery/1056047/photo/734458, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=70395735
Luis Suarez, fonte By Анна Нэсси - https://www.soccer.ru/galery/1056047/photo/734458, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=70395735

Il caso Suarez continua ad essere protagonista nelle sede legali ed il processo, ancora agli inizi, procede spedito. A fornire maggiori dettagli dell’attuale situazione ci ha pensato il giornale La Nazione, che nelle ultime ore ha raccolto le parole pronunciate dalla ministra De Micheli nel corso dell’interrogatorio.

Parole importantissime, che affermano di un contatto telefonico con Fabio Paratici, diesse della Juventus e suo amico d’infanzia. Il dirigente bianconero però tempo fa aveva categoricamente escluso contatti con la suddetta ministra. Ecco dunque le parole di De Micheli.

“Ricordo che durante il calcio mercato fui contattata da Fabio Paratici. Premetto che, essendo piacentino e quasi mio coetaneo, è mio amico di infanzia e quindi abbiamo frequenti contatti. Mi contattò, mi pare il 3 settembre 2020, forse nel corso della mattinata.”

“Mi disse che la Juve stava comprando Suarez e che l’accordo era quasi fatto. Paratici mi spiegò che non aveva il passaporto italiano, non si erano accorti che non aveva il passaporto comunitario, cosa che era emersa a trattativa quasi conclusa e che quindi il requisito della cittadinanza era indispensabile per il buon fine dell’operazione.”

“Paratici mi disse che anche che Suarez aveva già presentato domanda al Consolato italiano di Barcellona per l’ottenimento della cittadinanza ma che la domanda non si era completata e che era necessario verificare se si potesse in qualche modo completare l’iter, chiedendomi a tale fine un supporto. Io risposi che, non avendo competenza, avrei contattato il capo di gabinetto del Ministero dell’Interno, cosa che feci subito”