Caso Weinstein, Dario Argento contro le molestie: “Orgoglioso di Asia e pronto a fare i nomi di registi italiani”

"Asia ora ha paura e teme per la sua vita, ma non si pente di aver denunciato"

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Dario Argento (foto da wikimedia commons)

Continua a far discutere il “caso Weinstein” sulle accuse di molestie sessuali, tentate o consumate, che sempre più attrici e celebrità stanno rivolgendo all’ex produttore di Hollywood ormai in declino, espulso per questa vicenda dalla sua società e dall’Accademia degli Oscar nonché in procinto di separarsi da sua moglie.

La vicenda tiene banco anche in Italia grazie a quanto riportato dall’attrice Asia Argento, una tra le prime voci che si sono levate contro il produttore e che ha visto aggiungersi, nei giorni successivi, nomi come Angelina Jolie, Eva Green, Reese Whiterspoon, Courtney Love, Lena Headey e molte altre.

Mentre la catena di accuse si espande a macchia d’olio coinvolgendo ormai non solo Weinstein ma anche numerosi attori, registi e produttori e allargandosi in settori diversi da quello del mondo dello spettacolo, si torna a parlare di Asia Argento e della gogna mediatica a cui è stata sottoposta a seguito delle accuse mosse al noto produttore statunitense: a prendere posizione sulla controversa vicenda è ora il padre di Asia, il celebre regista Dario Argento, che ospitato da Cristina Parodi nella trasmissione di Rai 1 Domenica In si è dichiarato orgoglioso di sua figlia e disposto a rivelare ulteriori dettagli in merito a questa storia.

Il Maestro del brivido ha infatti affermato che anche l’industria cinematografica italiana è piena di individui che hanno avuto per anni gli stessi comportamenti di Weinstein e che se Asia dovesse essere d’accordo sarebbe pronto a svelarne i nomi.

Chiaramente anche in Italia ci sono persone che si sono comportate in modo sconveniente, più d’uno: lo dico perché lo so, faccio il cinema, ho fatto anche il produttore. Dico che è giusto fare i nomi, alcuni sono registi noti” ha dichiarato il regista, che ha poi proseguito: “Io ancora non me la sento, ma se Asia mi dovesse dire ‘diciamolo’, racconterò quello che ho saputo da altre attrici che sono venute a fare il provino con me e molte volte mi hanno raccontato episodi di questo genere”.

Asia ora ha paura e teme per la sua vita“, aggiunge poi il regista in relazione al presunto ingaggio di agenti del Mossad da parte di Weinsten. “Questi sono agenti segreti violenti, che sparano. Ma lei è sempre più convinta della scelta fatta e non si pente di aver denunciato quanto accaduto”.