Cassa integrazione fino a fine anno? Per la Ministra Catalfo è possibile

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In queste ore è al vaglio del governo la possibilità di estendere le forme di sostegno ai lavoratori e aziende ben oltre l’estate, con una misura che potrebbe allungarsi fino alla fine del 2020. Come dichiara la titolare del Ministero de Lavoro, Nunzia Catalfo:” Stiamo elaborando la stima dei costi per il rifinanziamento della cassa integrazione, che è mia intenzione allungare fino alla fine dell’anno“. Una missione che arriva soprattutto a difesa delle imprese che non riusciranno a fare fronte alla crisi finanziaria dovuta allo scoppio della pandemia da coronavirus.

La norma in via di valutazione è da considerarsi come postilla al decreto “Rilancio” che già aumentava di ulteriori nove settimane il periodo di cassa integrazione. Quanto alle coperture economiche ci si riserverà di attingere dal fondo fondo e da quasi 20 miliardi di euro di cui godrà l’Italia.

Nelle intenzioni della Ministro Catalfo c’è la necessità di assicurare entrate alle famiglie in questo periodo così difficile. Lei stessa rivela sulle colonne de “La Stampa” che la misura  ricalca ” l’obiettivo di evitare che le imprese siano costrette a licenziare per sopravvivere. Per questo, oltre alla cassa integrazione, in questi mesi le abbiamo sostenute con strumenti come i finanziamenti a fondo perduto e il taglio dell’Irap, solo per citarne alcuni“.

Intanto dall’Istituto di Previdenza Sociale fanno sapere che le misure di sostegno al reddito potrebbero interessare ancora quasi 8.5 milioni di italiani alle prese con la crisi più drammatica degli ultimi 70 anni. Di questi, oltre 6 milioni hanno già ricevuto l’accredito riconosciuto dopo aver inoltrato la propria richiesta al sito dell’ente. Anche se, come fa sapere l’Inps in una nota inoltrata per l’occasione “Si tratta tuttavia non di domande effettive di fruizione di cassa integrazione ma di prenotazioni di risorse. Si tradurranno in effettive domande solo con invio del modello SR41 (se a pagamento diretto) o con denuncia in  Uniemens (se a conguaglio) nel mese successivo a quello di sospensione, con il quale le aziende comunicano le effettive sospensioni e  iban dei lavoratori (in caso di pagamento diretto)“.

Rimangono inalterati i 15 giorni di lavorazione che l’Inps chiede per controllare i requisiti dei richiedenti e il conseguente accordo alla liquidazione. In un primo momento verrà accordato il pagamento del 40% dell’intera cifra per garantire rapidamente liquidità a lavoratori e famiglie. Nel corso del mese successivo spetterà all’azienda presentare tutta la documentazione per il diritto di cassa integrazione.