Castan: “Sono in debito con la Roma. Nessuna offerta da club”

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Leandro Castan, 29enne difensore brasiliano della Roma, ora in patria con la famiglia, è stato intervistato da Boa Noite in onda sulla Fox brasiliana, provando a chiarire la situazione sul futuro che lo attende: “Un giorno voglio tornare a giocare nel Corinthians. Ho vinto la Libertadores ma poi non ho partecipato al Mondiale per club e quindi ho il desiderio di completare l’opera. Al momento sono arrivate offerte per me, ma soltanto da interlocutori e non direttamente dai club. Io ho un contratto con la Roma fino al 2018 e sono in debito con questa società per tutto l’affetto che mi ha dato nel brutto periodo che ho passato“.

Per il centrale brasiliano è cominciato l’incubo all’inizio della seconda stagione con la maglia giallorossa: la sostituzione nell’intervallo ad Empoli per un presunto infortunio muscolare e poi il silenzio. Finché dopo circa due mesi la Roma rende note le condizioni del calciatore, al quale, dopo una serie di analisi, viene riscontrato un cavernoma. Pochi giorni dopo la delicata operazione neurochirurgica al cervelletto e la lunga riabilitazione fino al ritorno in campo. Ma sempre con la sensazione di non riuscire più a tornare come prima, di non poter più giocare a calcio. Nell’ultima stagione, infatti, solo 5 presenze in Campionato e 380 minuti giocati.

Ora Leo è costretto a scegliere: è arrivato il momento del dentro o fuori. Le parole di Spalletti pochi giorni fa hanno fatto capire che al centro della difesa il solo abile e arruolato è il greco Manolas . Proprio l’arrivo di Spalletti e la disastrosa prova di Verona del brasiliano, che è costata alla Roma i 3 punti alla prima del mister toscano, hanno fatto capire al difensore tutti i suoi limiti del post-operazione. La sensazione è che sarà presente a Pinzolo, al ritiro estivo dei giallorossi, e dopo i primi allenamenti si confronterà con Spalletti per prendere una decisione. Decisione difficile, perché Castan vive a Roma dal 2012 e due dei suoi tre figli sono nati nella Capitale. E soprattutto non è facile lasciare una società che poteva voltargli le spalle ma non l’ha fatto.