sabato, Giugno 22, 2024
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Cattiva digestione o ansia: come distinguerle

Come dimostrato da diversi studi, gli stati d’ansia e di malessere fisico sono spesso correlati a problemi gastrointestinali. Infatti, il sistema nervoso autonomo, è responsabile delle funzioni fisiologiche fondamentali, e in caso di alterazione, crea squilibri. In questi casi, i rimedi per agire direttamente sui sintomi sono utili, ma non risolutivi: è necessario agire direttamente sulla causa di stress, e ripristinare un equilibrio emotivo.

Disturbi intestinali da stress

I problemi del tratto intestinale correlati all’ansia e allo stress si manifestano con un senso di sazietà, peso sullo stomaco, dolori addominali, gonfiore, bruciore di stomaco, ed a volte anche meteorismo, vomito o nausea. In altri casi, si può verificare una gastrite e i sintomi più comuni sono bruciore e dolore nella parte superiore dell’addome. Tali sintomi, possono essere continui nel tempo ma lievi, oppure manifestarsi in maniera saltuaria ma più violenta, solo in corrispondenza di episodi particolarmente stressanti. Questo, perché si altera la motilità del tubo digerente, ma non solo. Viene aumentata anche la secrezione dei succhi gastrici, che causano iperacidità e sono correlati al rischio di sviluppare gastrite nervosa, infiammazioni all’esofago ed ulcera. Anche la permeabilità intestinale aumenta, e ciò comporta una difficoltà ad assorbire le sostanze nutritive, nonché un’esposizione maggiore alle tossine e alle infiammazioni.

Distinguere la dispepsia funzionale da quella tradizionale

Comprendere che i propri problemi intestinali siano dovuti all’ansia, e che quindi si è affetti da dispepsia funzionale, potrebbe non essere semplice. In genere, si può arrivare ad una diagnosi escludendo altre problematiche attraverso esami specifici, come la gastroscopia, ovvero l’indagine da parte di un sondino flessibile che permette di controllare l’esofago, lo stomaco, e il duodeno. Se tali esami non evidenziano lesioni, allora i sintomi potrebbero essere riconducibili all’ansia. In tal caso oltre a seguire una cura per la dispepsia consigliata da un medico specialista, è importante curare anche l’ansia in modo da ridurre la sintomatologia a livello intestinale.

Come trattare i disturbi intestinali correlati all’ansia?

Come già detto, i rimedi che vengono utilizzati in genere per la cura dei problemi di digestione non danno che un sollievo momentaneo. In questo caso, è fondamentarle rimuovere o attenuare la causa del problema, avvalendosi anche di aiuti naturali. Ad esempio, è possibile preparare degli infusi a base di finocchio, limone, zenzero, anice o liquirizia. Essi, sono in grado di alleviare la sensazione di stomaco pieno e pesante. Invece, se si hanno sintomi simili a quelli della gastrite gli infusi che possono dare un sollievo maggiore sono quelli a base di erbe dall’azione rilassante, come la camomilla ed il tiglio. Potrebbe essere utile, inoltre, trovare un’attività da svolgere per alleviare la propria ansia, come il pilates o lo yoga. Anche se in questo caso le abitudini alimentari non incidono direttamente sul problema di digestione, è comunque preferibile nutrirsi in maniera “leggera”, al fine di non irritare la mucosa gastrica e non aumentare, quindi, la sensazione di bruciore. Pertanto, è preferibile ridurre i cibi molto grassi, quelli piccanti e particolarmente speziati, alcool, caffeina, oppure alimenti troppo freddi o troppo caldi.

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