martedì, Marzo 5, 2024
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Cervelli in fuga…dall’Italia

Coltivare i propri sogni ed essere brillanti nel farlo sono prerogative che in Italia non riescono ad avere riconoscimento.
L’Italia è ormai il Paese dei cervelli in fuga: tanti giovani meritevoli sono costretti a “scappare” via da questo Paese per avere un futuro, come il giovanissimo Roberto Carlino, ingegnere aerospaziale  napoletano di 26 anni, che dopo aver terminato con ottimi risultati il suo percorso di studi aveva il sogno di fare carriera nel suo campo.
Una storia ,questa, come tante altre raccontate spesso in Italia, tanto da non far scalpore o stupore nelle coscienze italiane.
Dopo essersi laureato a 23 anni, il giovane preso dallo sconforto per non riuscire a trovare lavoro intraprende un master a Roma, con il quale ha la possibilità di entrare in contatto con le aziende spaziali americane e presenta un progetto per una missione spaziale con un suo professore, generando interesse negli americani.
Dopo quest’esperienza torna in Italia e continua il suo percorso con un tirocinio non retribuito in un’azienda spaziale italiana, ma nonostante tutto si scontra ben presto con la dura realtà e si rende conto che non avrebbe mai ottenuto nulla lavorativamente, allora tenta, seppur incredulo di poter ottenere risultati, di sottoporre il suo curriculum alla Nasa (National Aeronautics and Space Administration), alle stesse persone che avevano assistito alla presentazione del suo progetto e viene chiamato per un tirocinio di sei mesi con una retribuzione di 3.750 dollari, mentre qui alla fine del tirocinio era stato rifiutato dal suo tutor italiano.
Ora si trova lì, nella Silicon Valley, da dove ricorda con affetto e forse amarezza la sua Napoli, ma non pensa di tornare mai più.
“L’Italia, Napoli, le porto nel cuore. Ma qui ho un futuro, lì no. Mi hanno appena prolungato il contratto. No, l’Italia non fa per me”.