Cessione del quinto: sempre più gli italiani che la richiedono

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Che cos’è la cessione del quinto

La cessione del quinto è un prestito personale a tasso fisso che non richiede di essere finalizzato all’acquisto di beni mobili o immobili: è sufficiente che il richiedente abbia una busta paga o un certificato che attesti il suo diritto alla pensione. Può essere chiesto, quindi, da dipendenti statali, da dipendenti privati o anche da pensionati ai quali sarà decurtato un quinto dello stipendio/pensione mensilmente fino a copertura del debito.

Limitazioni

Oltre alla titolarità di un contratto a tempo indeterminato e al compimento della maggiore età, non esistono limiti. Anche coloro che sono stati protestati, per esempio per assegni scoperti, possono accedere al prestito in quanto la garanzia di solvenza dipende dall’impegno lavorativo e quindi dalla busta paga.

Perché ricorrere alla cessione del quinto

La situazione di sofferenza economica delle famiglie italiane è tale da far registrare negli anni un notevole aumento di richieste di questo tipo di credito, preferito al semplice prestito bancario, per la velocità con la quale viene erogata la somma e, non di meno, per un tasso di interesse che resta fisso sin dal momento in cui viene contratto il debito e fino alla totale estinzione dello stesso.

Il tasso di interesse

È un punto al quale bisogna prestare particolare attenzione e sul quale gli esperti del sito finanzafacile.net invitano a fare sempre una grande attenzione. In merito, lo scorso ottobre l’Inps ha dato comunicazione dei nuovi tassi di interesse applicabili sia dagli istituti di credito sia dagli intermediari finanziari. Tassi che sono pari all’11,60 % fino a 15mila euro e all’8,59 % oltre i 15mila euro, ma che variano anche da banca a banca.

Come varia il tasso di interesse

Se a farne richiesta sono dipendenti pubblici o pensionati pubblici rispetto a pensionati privati, i primi risultano avvantaggiati. Ai privati, infatti, sono applicati tassi di interesse maggiori in quanto non sarebbe loro riconosciuta uguale capacità di solvenza. Come a dire che, in questo caso, il lavoro, per quanto a tempo indeterminato, rappresenta un’incognita.

Età del contraente

Anche quest’ultimo è un fattore che incide sul tasso di interesse. Le nuove disposizioni in materia stabiliscono che sia di un minimo dell’8,6 % per quanti abbiano un massimo di 59 anni di età e l’importo sia inferiore ai 15mila euro, a un massimo del 10 % per importi superiori ai 15mila euro e il contraente abbia un’età superiore ai 70 anni. Non può essere chiesto da pensionato di età superiore agli 85 anni.

Documenti per richiedere la cessione del quinto

Occorre la fotocopia del documento di riconoscimento, del codice fiscale o della tessera sanitaria, del certificato di stipendio o della dichiarazione di quota cedibile pensionati e della busta paga o del cedolino di pensione.

Obbligo di sottoscrivere un’assicurazione

È una misura che si rende necessaria nel caso di morte o perdita del lavoro di colui che ha richiesto il prestito a garanzia della somma ancora dovuta. L’importo assicurativo viene trattenuto dalla banca o dalla finanziaria che eroga il prestito personale.

La rata

Il calcolo dell’importo da corrispondere mensilmente deve essere effettuato sul 20 % dello stipendio/pensione considerato al netto e la durata dei pagamenti deve essere compresa tra un minimo di 24 a un massimo di 120 mesi. Il lavoratore deve firmare delega al datore di lavoro affinché a scadenza mensile corrisponda la somma statuita, trattenendola dallo stipendio.

Estinzione anticipata

È possibile estinguere, prima della scadenza, il prestito corrispondendo all’ente erogatore – sia esso un istituto di credito o una finanziaria – la somma dovuta per intero con l’eventuale l’aggravio di una penale che viene, solitamente stimata nell’1 % della somma ancora dovuta. Fatta salva l’eccezione che questa forma, per così dire, “sanzionatoria” non sia stata esclusa a priori nella stipula del prestito.

Rischi

Esistono anche questi ultimi… purtroppo. Nelle valutazioni che occorre fare prima di procedere a formulare richiesta di cessione del quinto, bisognerà tenere a mente che la spesa supera del 20 % quella di un prestito personale generico. Inoltre, per l’estinzione anticipata, esistono costi accessori – la cosiddetta “penale” eventuale. Infine, se si dovesse sciogliere per qualsiasi motivo il rapporto contrattuale lavorativo, il debitore dovrebbe rispondere con il Tfr, Trattamento di fine rapporto, sempre che sia sufficiente a colmare il debito residuo.

A queste considerazioni occorre poi sommare le commissioni bancarie, le spese assicurative e quelle di istruttoria del procedimento per la richiesta del prestito.

Una tendenza in crescita

Dati statistici – riportati da Adnkronos – danno comunque come risultato un costante aumento della richiesta della cessione del quinto: se dal 2017 al 2018 è aumentata di oltre il 10 per cento, già nei primi mesi del 2019 si registra un ulteriore aumento che si annuncia per l’intero anno pari a oltre il 15 per cento.

Si tratta di elementi che sembrano confermare una preferenza da parte dell’utenza di ricorrere alla cessione del quinto prediligendola ad altre forme di prestito.

Le difficoltà economiche sociali esistenti, le agevolazioni legate a questo tipo di finanziamento unitamente alla celerità dell’erogazione e – tra queste – persino la possibilità di chiederne il rinnovo, ossia di affiancare una seconda istanza a quella già in corso – purché il richiedente abbia già estinto i due quinti del debito inizialmente contratto – fanno di questo sistema di accesso al credito uno tra i preferiti dell’utenza.