Che tipo di consumatori sono gli italiani?

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tecnologia

Sono stati pubblicati i dati relativi alle tendenze di consumo degli italiani che a quanto pare risparmiano su tutto ma non sulla tecnologia e soprattutto su quella mobile. È questa una delle indicazioni che emerge dal 49° Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paesecensis

 

Dal 2007 al 2014, mentre i consumi complessivi sono scesi del 7,5% affossati dal crollo dei libri (-25,3%) e dei quotidiani cartacei (-31%), la voce telefonia ha registrato un aumento del 145,8% superando i 26,8 miliardi nell’ultimo anno. L’utilizzo degli smartphone, dei tablet aumenta costantemente. Una delle conseguenze è rapresentata dalla maggiore diffusione dell’uso di Internet; tanto che gli utenti della rete sono aumentati del 7,4%, arrivando al 70,9% degli italiani. Una tendenza dettata dal fatto che sempre più cittadini ritengono il mobile un ottimo mezzo per diminuire l’intermediazione e quindi risparmiare in molti ambiti.

La rete fa si che si navighi  per informarsi, per prenotare i propri viaggi, acquistare beni e servizi, guardare film o seguire partite di calcio, svolgere operazioni bancarie o entrare in contatto con le amministrazioni pubbliche. Queste sono tutte operazioni e azioni che permettono di sprecare meno tempo e spesso risparmiare anche qualche spicciolo. Spiccano, tra l’altro, le piattaforme telematiche che permettono di superare la mediazioni di soggetti tradizionali.

 

media

 

Maggiore attenzione e rilevanza va data ad un dato in particolare, ovvero la crescente fiducia nei nuovi media: per il 33,6% degli italiani è incrementata la credibilità dei social network, per il 31,5% quella delle tv all news, per il 22,2% e per il 22% rispettivamente quella dei giornali online e degli altri siti web di informazione. Fiducia che si basa principalmente sul linguaggio chiaro, seguito dall’indipendenza dal potere e dalla professionalità della redazione. Oltre naturalmente all’aderenza oggettiva ai fatti e alla rapidità di aggiornamento delle notizie che sono un flusso. Chi pensa che la tv sia in rovina si sbaglia perchè resiste ed è la regina dei consumi mediatici degli italiani. Infatti, nel 2015 la quota di telespettatori si è avvicinata fortemente alla totalità della popolazione, toccando il 96,7%. Un primato sul quale ha inciso, seppur in misura ancora contenuta, lo sviluppo della web tv (+1,6%) e di quella mobile (+4,8%). Gli italiani continuano a mostrare anche una certa passione per la tv satellitare, che si trova oggi nel 43% delle case.

web radioAnche il settore radiofonico gode di buona salute con un’utenza complessiva corrispondente all’83,9% degli italiani. Particolarmente interessanti si rivelano le indicazioni sulla sharing economy, che registrano secondo il rapporto un mutamento di passo rispetto al passato, forse dettato dalla rottura del legame tra il possesso del bene e il suo utilizzo. Sempre più diffusi anche gli altri nuovi stili di vita digitali, come l’ homebanking praticato ormai dal 46% degli italiani connessi online. Non mancano però indicazioni negative sotto il punto di vista del cyberbullismo, denunciato da 6 dirigenti scolastici su 10.