martedì, Ottobre 13, 2026
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Cina: “Rallentare l’IA è allarmismo”, Pechino respinge gli appelli

La Cina prende posizione nel dibattito sul futuro dell’intelligenza artificiale e respinge gli appelli arrivati dagli Stati Uniti a rallentare lo sviluppo delle tecnologie più avanzate. Pechino considera infatti eccessivi i timori espressi da alcuni dei principali protagonisti del settore, secondo cui una crescita troppo rapida dell’IA potrebbe creare rischi difficili da controllare

Situazione delicata

A riaccendere la discussione è stato soprattutto Dario Amodei, amministratore delegato di Anthropic, che ha chiesto di intervenire sul ritmo dello sviluppo dei sistemi di IA e di rafforzare le misure di sicurezza. La sua posizione ha ricevuto il sostegno anche di figure come Sam Altman ed Elon Musk.

La risposta di Pechino è stata netta. Il ministero degli Esteri cinese ha definito l’allarmismo e la competizione aggressiva ostacoli alla costruzione di una vera governance globale dell’intelligenza artificiale. La Cina sostiene invece la necessità di una crescita ordinata della tecnologia, accompagnata da controlli capaci di ridurre i rischi.

La Cina non è d’accordo

Allo stesso tempo, però, le autorità cinesi riconoscono che l’IA può rappresentare una questione delicata per la sicurezza nazionale. Secondo il ministro della Sicurezza di Stato Chen Yixin, la tecnologia è ormai diventata uno dei principali terreni della competizione tra le grandi potenze.

Il confronto tra Cina e Stati Uniti sembra quindi destinato a proseguire. Dietro il dibattito sulla sicurezza dell’IA si nasconde infatti anche una sfida tecnologica e strategica, nella quale nessuna delle due potenze sembra intenzionata a perdere terreno.

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