City-Juve, i soldi dello sceicco non bastano

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In una partita in cui tutti davano per sconfitta la Juventus in partenza, i bianconeri smentiscono qualsiasi pronostico battendo in trasferta il Manchester City per 2-1. E’ una vittoria importantissima che permette ad Allegri e i suoi di ritrovare quella fiducia necessaria per affrontare al meglio le prossime partite di Serie A, dove la Juve è ancora ferma ad un solo punto in classifica. Allegri, tra l’altro, per questa partita aveva Marchisio fuori e vari problemi di formazione. Alla fine, comunque, abbandona il 3-5-2 in favore di un 4-3-3 con Sturaro e Cuadrado dal primo minuto. Pellegrini sceglie invece un 4-2-3-1, che nella trequarti vanta la presenza di giocatori del calibro di Silva, Nasri e Sterling. L’unica assenza pesante era quella del Kun Aguero, non al 100% e sostituito dal non irresistibile Bony, quasi sempre ben controllato da Bonucci e Chiellini.

Si è parlato tanto del City-corazzata e del suo stato di forma alla vigilia di questo match come fattori decisivi per portare a casa i tre punti, ma alla fine ha vinto la squadra che ha giocato il calcio più sobrio e, diciamolo, migliore. Padroni di casa che continuano a dimostrare come nel calcio non basta mettere su uno squadrone e spendere tanto, se poi il gruppo e la qualità del gioco sono inesistenti (come è giusto che sia). Cityzens che sono stati addirittura capaci di farsi rimontare la rete del vantaggio nella bolgia di Manchester (nonostante sul gol ci fosse un evidentissimo fallo di Kompany su Chiellini che, spinto da dietro, è costretto ad insaccare nella propria porta), prima con un guizzo di Mandzukic e poi con un gran tiro da fuori di Morata. A parte qualche ottimo intervento di Buffon, quindi, la squadra bianconera ha meritato la vittoria.

Juventus che con il minimo sforzo è già a +3 da una diretta concorrente per il passaggio del turno e che può affrontare le gare successive addirittura per pensare al primo posto nel girone. Perché, se questo è davvero il City, allora c’è davvero poco da temere.