Clan Mallardo, ufficiale: “Il ras Mauro Moraca non è più un soggetto pericoloso per la giustizia”

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Palazzo di Giustizia, Napoli. Foto di Google contrassegnata per essere riutilizzata

Risale a qualche ora fa la decisione del tribunale di Napoli circa le sorti del ras della camorra giuglianese Mauro Moraca. L’istanza presentata dal suo avvocato Luca Gili è stata accolta e dunque il ras non sarà più costretto all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria poiché non è attualmente da ritenersi un soggetto pericoloso per la giustizia, visto il tempo trascorso dalla fine del suo periodo di custodia.

Dopo esser stato condannato a 13 anni di detenzione presso il carcere di Secondigliano (Napoli) per associazione di stampo camorristico ed estorsione, era stato provvisoriamente messo in libertà lo scorso Settembre quando, per decorrenza dei termini, fu sancita l’inefficacia della custodia cautelare, in attesa del giudizio di terzo grado della Corte di Cassazione.

Nel 2013, difeso dal primo avvocato Pino Pellegrino, fu arrestato dopo un breve periodo di latitanza, quando venne rintracciato dagli agenti di Polizia del commissariato di Giugliano in Campania presso l’ospedale San Giuliano dove si era recato per farsi curare.

Il suo nome era già comparso in alcune inchieste delle forze dell’ordine, e nel 2012 era stato già individuato come organizzatore del settore estorsioni del clan Mallardo e come possibile destinatario di intestazioni fittizie di beni, oltre che autore di imposizioni ai commercianti di una nota marca di caffè.

Già diverse istanze erano state presentate dai suoi avvocati, tra le quali in particolare ricordiamo quella di revoca della confisca dei beni disposta con la sentenza di primo grado, che fu accolta allo stesso modo quando furono invece confermati i 13 anni di reclusione.