Come funziona la filiera agroalimentare? Alcune cose che non sapevi 

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Per filiera agroalimentare intendiamo il processo che va dalla realizzazione del prodotto alimentare fin dalla materia prima e di tutti gli ingredienti per gli alimenti complessi, fino a tutto il processo di trasporto che porta gli alimenti al consumatore finale. Nel mezzo ci sono una serie di attori come gli agricoltori e allevatori, l’industria della trasformazione e del confezionamento, ma anche i servizi di trasporto e distribuzione, fino ai commercianti all’ingrosso e al dettaglio con cui hanno più familiarità i consumatori. Semplificando, è il percorso di ciò che mangiamo dalla terra alla tavola.

Gli attori coinvolti nel processo

L’agricoltore o l’allevatore è la figura che solitamente consideriamo il principale responsabile della qualità degli alimenti che entrano nelle nostre case, ma anche nella fase di produzione sono già coinvolti un ampio numero di soggetti. In primis, i produttori di mangimi e sementi che devono assicurarsi che questi siano sostenibili e rispettino le direttive europee e locali per la tutela dell’ambiente e dei cittadini.  Per garantire la sicurezza degli alimenti non deve sorprenderci che i cibi che consumiamo siano sempre più affidabilmente tracciabili sia nelle materie prime che nei loro ingredienti. Un ulteriore aspetto rilevante, che è giunto per più motivi all’attenzione delle cronache durante l’emergenza sanitaria del Covid-19, è anche la sicurezza dei lavoratori che sono coinvolti nel processo produttivo ai quali deve essere garantito un lavoro nel rispetto delle regole di sicurezza sul lavoro ed una giusta paga.

La filiera produttiva

Questo passaggio è forse il più scontato, la filiera è infatti l’insieme di passaggi e transazione che un bene effettua prima di arrivare all’utilizzatore finale, ma è in realtà anche il più complesso ed è dove è possibile ottenere il maggior valore aggiunto di un prodotto. Le grandi marche, sia di produzione sia anche di distribuzione (cioè la GDO) stanno imprimento una forte spinta all’implementazione di questa parte della commercializzazione. Una conferma esplicita ci viene dall’anteprima del volantino Lidl, dove viene espressamente citato l’impegno dell’azienda a controllare ogni singolo passaggio della filiera produttiva, dalla creazione del prodotto fino alla vendita diretta sugli scaffali. Ma come funziona nello specifico? Mettiamo, ad esempio, l’organizzazione del trasporto di prodotti dall’estero per preservare il loro gusto e le loro proprietà, senza costituire un onere eccessivo per la distribuzione e per le tasche dei consumatori.

Per la filiera la parola d’ordine per la qualità e la sicurezza di un prodotto sono tracciabilità e rintracciabilità cioè esser sicuri di riuscire a conoscere tutto il percorso di un prodotto e poterlo ricostruire anche in senso inverso. In alcuni casi poi si parla di filiera corta. Chiaramente parliamo di una maggiore velocità con cui il prodotto arriva sulla nostra tavola, ma le filiere corte sono tutte uguali? In realtà è la combinazione di tre aspetti a far meritare questo appellativo alla filiera. Il primo è la logistica, cioè il numero di intermediazioni che sono necessarie tra il primo e l’ultimo anello della catena. La logistica più semplice è la vendita diretta. Il secondo è la geografia e in questo caso si parla anche di chilometro zero. Infine, il fattore tempo, cioè quello che passa dalla la raccolta/ produzione alla vendita che, ovviamente, è influenzato dai primi due fattori.

La sostenibilità del prodotto

Oggi interrogarsi sulla sostenibilità del cibo che scegliamo di consumare è uno degli aspetti più rilevanti da considerare per l’impatto ambientale che ha la sua produzione, per quanto questo contribuisca anche al benessere della comunità di chi lo produce e di chi lo consuma e infine per quanti intermediari sono necessari ad averlo in tavola. Di solito, aumentando questi ultimi, diminuisce generalmente la sua sostenibilità. Tra gli operatori della grande distribuzione anche quelli che si occupano della fascia del discount in Italia, sono sempre più spesso attenti a questo aspetto. È facile oggi rendersi conto che le rassicurazioni su ambiente e sostenibilità non si limitano solo a promesse, ma sono verificabili ad esempio con i report annuali di sostenibilità delle GDO. Ma anche semplicemente A dimostrazione che le assicurazioni sul rispetto dell’ambiente e in generale della sostenibilità dell’intero reparto è facile trovare in rete i report annuali di sostenibilità di molti ipermercati.