Come vengono utilizzate le donazioni fatte alla Chiesa Cattolica?

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L’operato che i sacerdoti quotidianamente pongono in essere nei confronti dei più deboli, degli ultimi della società, è sicuramente di fondamentale importanza: laddove, infatti, le istituzioni non riescono ad arrivare a causa di negligenze, assenza di fondi e quant’altro, giungono le opere di bene dei ministri di Dio.

Una domanda, però, può nascere spontanea a questo punto: in che modo vengono impiegate le donazioni fatte alla Chiesa Cattolica? La risposta non è così immediata, e merita un approfondimento particolare.

Sostegno ai sacerdoti: come funziona dal punto di vista economico

A parlare non sono voci di paese, leggende tramandate o quant’altro: a delineare un quadro chiaro della situazione sono i fatti; numeri e percentuali che, sommati tra di loro, spiegano ogni circostanza senza mistificazioni di sorta.

Da un punto di vista specifico, i sacerdoti non ottengono più alcuna retribuzione statale dal 1984: da quasi quarant’anni, quindi, i preti riescono a condurre una vita dignitosa solo grazie al contributo dei fedeli, i quali contribuiscono in maniera significativa al sostentamento dei sacerdoti attraverso le “offerte deducibili per i sacerdoti” che vengono raccolte dall’Istituto Sostentamento del Clero e poi redistribuite in maniera equa tra i circa 34mila sacerdoti italiani. Da non confondere con le offerte fatte durante la messa che servono solo alle piccole necessità della parrocchia e non al sostentamento del sacerdote

Infatti il denaro che giunge nelle casse della chiesa dalla raccolta durante la messa viene utilizzato solo per il bene della comunità religiosa raccolta intorno al sacerdote, che utilizza quel denaro per pagare le bollette relative alle utenze di luce, acqua e gas, organizzare ritiri spirituali con vitto e alloggio e quant’altro.

Il sostentamento oltre la questua: chi pensa ai sacerdoti?

Le percentuali sono preoccupanti: di tutte le entrate, infatti, le “offerte deducibili per i sacerdoti” costituiscono solo l’1,8%, ponendosi quindi come piccolissima goccia in un oceano di spese da sostenere.

La maggior parte delle entrate proviene da altri canali, come per esempio la CEI (Conferenza Episcopale Italiana) con un significativo 64.9%; le restanti parti giungono da iniziative private mosse dai sacerdoti o altro.

Molti, infatti, riescono ad andare avanti anche grazie ai proventi dell’insegnamento della materia religiosa nelle scuole, o grazie a missioni pastorali svolte in luoghi difficili come ad esempio ospedali, carceri e quant’altro; queste circostanze precise fruttano, specificamente, il 17.1%.

Come avviene la distribuzione degli introiti

In Italia ci sono circa 34.000 preti; una volta raccolti i fondi attraverso i vari canali sopracitati, come vengono distribuiti?

La risposta è semplice: grazie all’ICSC (Istituto Centrale per il Sostentamento del Clero), i beni vengono equamente distribuiti tra tutti i sacerdoti italiani, tenendo conto dell’anzianità di servizio.

Lo stipendio dei sacerdoti: basta davvero per vivere?

La risposta non è così immediata, poiché prescinde da innumerevoli fattori che cooperano insieme: innanzitutto, un sacerdote appena ordinato guadagna sui circa 880€ al mese.

Va da sé che, a causa anche del costo della vita che non fa che aumentare in maniera spropositata anno dopo anno, è assolutamente plausibile che un sacerdote può permettersi una vita sobria e senza comodità e la loro condizione è spesso ignota ai più.

Come sostenere fattualmente i sacerdoti

Contrariamente a quanto si possa pensare, sostenere i sacerdoti è una cosa assolutamente fattibile: tutto ciò che bisogna fare, è fare un bonifico bancario con la seguente intestazione, come illustra in maniera veloce ed efficace il sito insiemeaisacerdoti.it a proposito delle Donazioni alla Chiesa Cattolica:

  • ”bonifico bancario a favore dell’ICSC (Istituto Centrale per il Sostentamento del Clero) con causale “Erogazioni liberali art. 46 L.222/85″ – Elenco IBAN”;

 

In alternativa è possibile fare un bonifico postale con la seguente intestazione:

 

  • N° 57803009 intestato a: Istituto Centrale per il Sostentamento del Clero – Erogazioni liberali, via Aurelia 796, Roma 00165.

Un’altra strada ancora, può essere quella di recarsi presso l’istituto Diocesano Sostentamento del Clero della propria diocesi, così da evitare di recarsi presso la banca o la posta.

Attraverso questi piccoli mezzi, è possibile sostenere tutti quei preti che rinunciano a tutto pur di aiutare i propri fedeli, aprendo le porte della Chiesa a qualsiasi ora come Cristo ha professato e desiderato.

In definitiva, quindi, è possibile affermare che le offerte dei fedeli giocano un ruolo fondamentale nell’ambito del sostentamento dei preti: nonostante le innumerevoli rinunce che il sacerdozio impone, è anche vero che i sacerdoti necessitano di piccoli aiuti per fare in modo che anch’essi possano condurre una vita dignitosa.

Il cambiamento, spesso, parte dal basso: anche solo una piccola cifra può essere significativa e può sostenere in maniera importante un sacerdote.