Comunicazione e terrorismo

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I social media sono per molti strumento d’informazione. Per molti ma non per tutti. Alcuni , infatti , sono scettici riguardo la veridicità delle notizie diffuse. Ma pochi utilizzano i media e – al passo coi tempi- i social per mettere in atto una vera e propria propaganda. Quando però a metterla in atto è un gruppo di terroristi non si può lasciar correre. Sin da sempre molti attentatori hanno utilizzato la TV per diffondere i proprio messaggi. Ma , così come sostiene Eugenio Dacrena , il rapporto tra terrorismo e comunicazione è cambiato. Ora i loro messaggi e la loro ” propaganda del terrore” hanno invaso il web attraverso video-messaggi, post e immagini diffusi dai vari social network. Ed ecco che , in questo modo, cercano di contrastare anche le campagne di solidarietà verso i popoli vittima di attacchi terroristici , così come successo pochi giorni fa: dopo l’attacco parigino da parte dei ribelli siriani il popolo virtuale non ha perso tempo per esprimere solidarietà verso la Francia. E così , come di riflesso, molti sostenitori dell’Isis e della filosofia ” uccidere gli infedeli in nome di Allah” hanno pubblicato post di odio e soddisfazione sui principali portali social. Tutto ciò conferma che il web è il riflesso della quotidianità. Ma riusciranno a conquistare anche i media?