Ho provato a far saltare il Tour. Contador abbandona la Grande Boucle.

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Ho provato a far saltare il Tour, sono saltato io. Queste le parole del Pirata, Marco Pantani a Morzine il 18 luglio 2000. Pantani aveva provato a scattare a circa 130 chilometri dal traguardo riuscendo a guadagnare un minuto su Armstrong. Il sogno durò solo 80 chilometri, un attacco di dissenteria causata dal bere troppi liquidi e zuccheri senza alimentarsi con cibi solidi a fine tappa portarono il Pirata al ritiro. Pantani in quel Tour partì malissimo accumulando subito molti minuti di ritardo ma poi la vittoria al Mont Ventoux, “regalo” di Armstrong, e poi Courchevel alla vecchia maniera, solo al traguardo, portarono morale al Pirata che dopo il giorno di riposo si sentiva in dovere di inventarsi qualcosa per sconvolgere quel Tour. Marco non era un campione normale, Marco sentiva sempre il dovere di inventarsi qualcosa per emozionare, per vincere alla sua maniera. Quel giorno provò a sconvolgere il Tour. I collegamenti televisivi sconvolsero il palinsesto, pronti via e in TV si vedeva Pantani in fuga e il gruppo dietro a tutta che non guadagnava sul Pirata. Al termine di quella tappa Lance Armstrong rischiò di perdere quel Tour a favore di Jan Ullrich. Armstrong al netto del “regalo” al Ventoux aveva paura di Pantani, mise la squadra a tirare a tutto il giorno e lui stesso andò in crisi. Dopo il periodo di inattività forzata, il Pirata in quel Tour non era arrivato con una condizione ottima ed infatti le prime tappe confermarono le difficoltà. Con la grande forza che aveva però riuscì pian piano a guadagnare su Armstrong ma sapeva che serviva il colpo di genio per vincere quel Tour, un semplice podio a Parigi non bastava al campione che era. Ma cosa sarebbe successo se quel giorno Marco non fosse saltato? “Con i se e con i ma non si vincono le corse” ma Marco era così, le cose normali non appartenevano alla sua vita.

Oggi quasi 16 anni dopo, un altro campione, un altro a cui piace vincere alla sua maniera, solo al traguardo, a cui piace inventare. Alberto Contador era partito per vincerlo questo Tour. Pronti via e alla prima tappa una brutta caduta lo lascia quasi senza “maglia” ma sono cose che possono capitare. Seconda tappa e il Pistolero, soprannome con cui chiamano il campione spagnolo, è di nuovo giù. Da lì un Tour di agonia, 6 giorni di sofferenza nella speranza di recuperare dalle tante botte ed escoriazioni. Sembra che peggio non possa andare ma invece ecco l’influenza ed ecco lo spirito del campione. Pieno di cerotti e con qualche linea di febbre ecco Contador in fuga. Sembra tornato in forma, sembra il Contador dei giorni migliori, pronto a far saltare il Tour ma non è così. Prima di essere dei grandi atleti i ciclisti sono esseri umani, come tutti noi. Contador ha provato ma nulla da fare, non riesce a stare in bici, l’influenza ha fatto il resto. Ha provato a far saltare il Tour ma è saltato lui.