Contagi nelle scuole, dati insufficienti delle autorità sanitarie

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Scuole aperte il sabato e la domenica, Contagi nelle scuole, Le scuole non chiudono, Covid nelle scuole, Test rapidi nelle scuole, Primo caso positivo nelle scuole, Mascherine non necessarie
Scuola, Fonte PIXNIO

Dal 10 ottobre scorso i dati sui contagi nelle scuole sono sempre più incerti. Lo rivela ufficialmente la ministra dell’Istruzione stessa, Lucia Azzolina.

L’ULTIMA COMUNICAZIONE – «Il Ministero dell’Istruzione comunica che, alla data del 10 ottobre, gli studenti contagiati sono pari allo 0,080% (5.793 casi di positività). Per il personale docente la percentuale è dello 0,133% del totale (1.020 casi). Per il personale non docente si parla dello 0,139% (283 casi) […]».

Questa è l’ultima comunicazione ufficiale da parte del ministero dell’Istruzione. Dati, come anticipato sopra, non proprio recenti. La causa sarebbe da attribuire all’eccessivo numero di tamponi e informazioni che i laboratori di analisi devono gestire. Un numero così elevato da mettere in crisi le autorità sanitarie.

Ecco cosa afferma a riguardo. «Tutti i dati sono in possesso delle autorità sanitarie, a cui sono trasferiti settimanalmente per la loro analisi nell’ambito del quadro epidemiologico generale». Ha poi aggiunto però che tali autorità sono attualmente “in affanno” appunto. Proprio per questo, risultati precisi non vengono pubblicati, perché non sembrano esserci.

Tuttavia, anche basandoci solo sui report generali dell’Istituto Superiore di Sanità, la situazione tra i giovani è preoccupante.

I REPORT – In assenza di altri dati il Governo cerca di capire così se la scuola è ancora un posto sicuro per tutti. Dai report forniti dall’ISS si evince che negli ultimi trenta giorni ci sono stati 95.447 casi di contagio da Covid-19. Questo nella fascia di età compresa tra i 0 e i 18 anni. Ovviamente non tutti questi casi possono definirsi “contagi nelle scuole”, è probabile che una parte sia stata infettata altrove. Ma parliamo comunque di una minima parte. Eppure il vero dato inquietante non è il numero dei contagi in sé, ma la sua crescita dalla ripresa scolastica.

Infatti, tra il 25 agosto e il 27 ottobre, il contagio tra i minorenni è aumentato del 496,6%.