Contagio da Coronavirus, considerato infortunio sul lavoro dall’Inail

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Contagio da Coronavirus
Mask, Fonte Pixabay, Autore WebLab24

Con la fase 2 in molti sono finalmente tornati a lavorare ma con alcune restrizioni e regole. Tra queste un accordo che tratta del contagio da Coronavirus sul lavoro.

DECRETO CURA-ITALIA + INAIL – Siamo ormai molto vicini al 18 maggio, fatidica data nella quale molte attività potranno riaprire i battenti. Numerosi dipendenti ritroveranno quindi la loro quotidianità, o quasi. Sembra che dall’articolo 42 del decreto Cura-Italia e dalla circolare dell’Inail sia nata una situazione molto particolare.

A quanto pare, tra le infinite cause considerate infortunio sul lavoro, ora figura anche il contagio da Coronavirus, il che non ha mancato di far storcere il naso agli imprenditori. Questo perché secondo tale decreto, loro diventerebbero penalmente responsabili qualora un loro sottoposto fosse infettato. Cosa, ricordiamo, ancora molto probabile.

LA RESPONSABILITÀ DEI DATORI DI LAVORO – Come specifica l’Istituto Nazionale per la sicurezza sul lavoro: «Sono diversi i presupposti per l’erogazione di un indennizzo Inail per la tutela relativa agli infortuni sul lavoro e quelli per il riconoscimento della responsabilità civile e penale del datore di lavoro che non abbia rispettato le norme a tutela della salute e sicurezza sul lavoro». In sede penale come in sede civile è sempre necessario l’accertamento della colpa del datore di lavori per aver causato l’evento dannoso.

La stessa Inail chiarisce che la molteplicità delle modalità del contagio e la mutevolezza delle prescrizioni da adottare sui luoghi di lavoro rappresentano una condizione estremamente difficile per configurare la responsabilità civile o penale che sia dei datori di lavoro. Questo anche perché i posti di lavoro sono oggetto di continuo aggiornamento da parte delle autorità, in relazione all’andamento della curva dei contagi.