Conte, contro la Lazio più Vecino che Eriksen

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Christian Eriksen, Foto Wikipedia
Christian Eriksen, Foto Wikipedia

Christian Eriksen, il grande colpo di mercato nerazzurro dell’ultima sessione di mercato, si avvia ad essere il grande escluso del big match di questa sera contro la Lazio. La scelta di Conte di sacrificare il genio tecnico del danese a tutto beneficio di un approccio più fisico avvantaggerebbe quindi l’uruguayano Vecino per una maglia da titolare. Eppure questa scelta continua a far discutere negli ambienti vicini alla società. Perché puntare così determinatamente su un giocatore che mal si integra col sistema praticato all’Inter da Conte?

Chi vince scappa, chi perde è fuori dai giochi

La gara tra Inter e Lazio potrebbe rivelarsi la vera cartina tornasole di questo campionato. Le due compagini, finora, hanno condotto una stagione ben oltre le più rosee aspettative e arrivano all’incontro con la consapevolezza di trovarsi davanti ad un pericoloso bivio. La vincitrice scapperebbe in avanti nella corsa allo scudetto al momento riservato alle prime tre della classe. Chi malauguratamente dovesse incappare in una sconfitta ne uscirebbe psicologicamente e matematicamente svantaggiata rispetto alle altre due competitors.

Inzaghi sa di poter contare sul fattore interno e lancerà, fin dal primo minuto, una Lazio aggressiva e attenta tatticamente. Conte, dal canto suo, ha pensato che per far fronte ad un centrocampo molto atletico come quello biancoceleste sarà costretto a rinunciare al bel gioco per garantirsi copertura e tenuta fisica.

Teoricamente la scelta dell’esclusione eccellente del giocatore danese sta tutta qui eppure i dubbi su un suo effettivo apporto al club meneghino continua a tenere banco ad Appiano. La formazione di Conte non ha mai previsto il ruolo di trequartista e con l’arrivo di Eriksen la questione si era riaperta tra tecnico e dirigenza. Come sarebbe cambiata l’Inter? Conte avrebbe mai rinunciato al suo granitico modulo per contemplare l’inserimento in squadra di un giocatore forte, sì, ma così antitetico al suo gioco?

Eriksen, ma se ne sentiva davvero il bisogno?

Intanto, per il momento, il centrocampo nerazzurro andrà avanti facendo a meno dell’ex Tottenham che finora ha collezionato solo 124 minuti in quattro match. Considerarlo alla stregua di un sostituto qualsiasi sembrerebbe onestamente un grande spreco. Tuttavia se all’Inter non iniziano a cambiare un po’ di cose il fotogramma del danese triste seduto in panchina ad aspettare gli ultimi scampoli di gara sarà l’immagine più frequente che vedremo da qui alla fine del campionato.