Nonostante siano trascorsi svariati mesi dalla fine dell’emergenza sanitaria iniziata nel 2020, l’argomento COVID continua ad essere oggetto di discussione. Le recenti affermazioni, pronunciate dal Senatore Marco Lisei, hanno rivelato delle informazioni, che per tanto tempo sono state celate; vista la loro portata scandalistica.
Lisei, a capo della Commissione di inchiesta per la gestione della pandemia, ha messo in discussione l’operato di Giuseppe Conte, Presidente del Consiglio nel lasso temporale preso in considerazione. Le parole del Senatore in merito: “Miliardi di mascherine non conformi, pericolose per la salute, hanno circolato durante la pandemia. Dispositivi inutili, che non proteggevano dal contagio e che forse hanno persino favorito la diffusione del Covid.
E chi le ha indossate? I nostri medici, infermieri, operatori sanitari, forze dell’ordine. Questo è emerso oggi in #CommissioneCovid. Uno scandalo inaccettabile, un oltraggio alla sicurezza di chi era in prima linea. Vergognoso e indegno. La commissione procederà per fare piena chiarezza su tutto.”
Un ulteriore dato è emerso recentemente. I membri della Commissione avrebbero riscontrato un atteggiamento ostruzionistico nel tentativo di procedere con le indagini. Chi sono gli artefici di tale comportamento? I componenti del M5s, il cui fine sarebbe stato quello di cercare di rallentare Lisei ed i suoi collaboratori dalla scoperta della verità, nel rispetto dei cittadini e delle vittime.
Come descritto dal Deputato Francesco Filini, l’attuale oggetto d’esame della Commissione è in particolar modo uno: l’importazione di circa 1,2 miliardi di mascherine Fp2, direttamente dalla Cina, epicentro e luogo d’origine dell’epidemia. Questo dettaglio, non poco rilevante, non è stato rivelato durante il governo di Conte. È, dunque, giunta l’ora di fare chiarezza sulla portata delle decisioni prese durante uno dei periodi più bui dell’ultimo ventennio.
