Conte: “Stato d’emergenza prorogato fino al 31 dicembre”. Ma è scontro nel Parlamento

La conferma potrebbe arrivare già settimana prossima

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Giuseppe Conte, Foto Wikipedia
Giuseppe Conte, Foto Wikipedia

Il premier Giuseppe Conte ha annunciato che molto probabilmente lo stato d’emergenza dichiarato nei mesi scorsi in seguito alla crisi Covid-19 sarà prorogato fino al prossimo 31 dicembre, ossia per tutta la durata del 2020, comportando così la continuazione di una serie di norme ad esso connesse, prima su tutte quella dello smart working.

“Non è ancora stato deciso tutto – sostiene il presidente del Consiglio – ma ragionevolmente si andrà in questa direzione”. La conferma potrebbe già aver luogo settimana prossima: il 14 luglio, infatti, arriverà la scadenza del Dpcm attualmente in vigore, che prevedeva una serie di misure tra cui le modalità d’ingresso in Italia e la sospensione delle crociere, e per molti quella potrebbe essere la giusta occasione per discutere e prendere una decisione unanime.

Tuttavia l’opposizione, secondo quanto riportano le prime ricostruzioni, non sarebbe favorevole alla proroga, e anche nella maggioranza circolano consistenti dubbi a riguardo, non tanto per la proroga in sé quanto alla necessità di una maggiore collegialità in merito a decisioni così importanti.

“Non mi pare che ci siano i presupposti per prorogare fino alla fine dell’anno lo stato emergenza – ha sottolineato, tra i vari, Giorgia Meloni, la leader di FdI – che è uno strumento del quale il governo dispone per fare un po’ quello che vuole, accelerando dei passaggi che altrimenti avrebbero bisogno di maggiori contrappesi”. Netto invece è il no del centrodestra. “Gli italiani – dice Matteo Salvini – meritano fiducia e rispetto. Con tutte le attenzioni possibili, la libertà non si cancella per decreto”.

Tuttavia, come riporta l’Ansa, fonti di Palazzo Chigi, dopo aver premesso che lo stesso Conte ha affermato che la decisione non è stata ancora presa, hanno precisato che se si andasse verso la proroga l’intenzione del premier sarebbe comunque quella di passare prima per il Parlamento.