Continua il trash e Tony Colombo beffa tutti: multa da 500 euro e non 32 mila

Stasera il cantante e la sua nuova moglie saranno ospiti di Live: non è la D'Urso, come ha annunciato la conduttrice. Porteranno le prove delle autorizzazioni ricevute

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De Magistris e Tony Colombo
De Magistris e Tony Colombo, google

NAPOLI- La multa per il “matrimonio-evento” tenutosi a Napoli la settimana scorsa è pari a 500 Euro e non di 32mila come si vociferava o auspicava.

Ancora sdegno e rumors sui social che incolpano la classe politica governante a Napoli, in particolare il primo cittadino.

Proprio a quest’ultimo, poche ore fa, è stata associata un’amicizia col cantante dopo che è circolata in rete una foto con Colombo del 2016.

Parole del Sindaco

All’ennesima domanda sul cantante neomelodico Tony Colombo ed il suo matrimonio con Tina Rispoli, il sindaco di Napoli De Magistris ha voluto mettere un punto di stop.

«Per me ora questa storia è chiusa per il semplice motivo che sono una persona seria e perché mi devo occupare di Napoli e non posso contribuire a costruire storie che non esistono»

Ormai sono trascorsi alcuni giorni ma la vicenda “matrimonio” sta diventando oppressiva per il primo cittadino che ha spiegato: «L’ho visto credo due volte in vita mia – spiega de Magistris – una volta lo ospitai volentieri al Comune dove mi portò l’invito al suo concerto, fu molto cortese.»

«Io sono un sindaco del popolo, non chiedo il pedigree a chiunque entra nel mio ufficio e nessuno mi ha mai comunicato che fosse pericoloso ospitarlo nel mio ufficio.»

«Andai al Palapartenope, lo salutai prima del concerto ma non rimasi perché avevo altri impegni. Non lo vedo da 4 anni e non sono un suo amico».

Sulle nozze, De Magistris racconta «lui voleva fortemente che fossi io a celebrarle, ho fatto le mie valutazioni di opportunità e ho deciso di non farlo».

De Magistris ribadisce che «tornando indietro rifarei tutto quello che ho fatto. Per me è una storia chiusa, capisco che si vuole buttare fango sulla città di Napoli e sul sindaco che è l’unico tirato in mezzo in questa vicenda. Siamo gli unici ad aver fatto qualcosa, siamo gli unici che siamo intervenuti perché c’erano violazioni e le abbiamo accertate, se c’era qualcos’altro nessuno me l’ha detto e non capisco perché altri non siano intervenuti», conclude De Magistris.