Continuano gli scontri tra polizia e afroamericani. Altre due vittime

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Le proteste si infiammano. Un testa a testa che riaffiora dalla storia. A Charlotte il sindaco ha indetto il coprifuoco dopo i continui scontri tra gli afroamericani e la polizia. Dopo la morte del 40enne di Tusla, centinaia di manifestanti afroamericani sono scesi in strada per chiedere maggiore rispetto e uguaglianza. Sembra quasi di tornare indietro nel tempo. Intanto, però, in questa guerra senza fine il numero di vittime continua ad aumentare.

Dopo giorni di agonia, nella notte è morto Tawon Boyd, 21 anni. A causare il decesso le conseguenze di una colluttazione con cinque poliziotti che lo hanno immobilizzato a terra. Erano giunti nel suo appartamento dopo una chiamata in cui si denunciavano “comportamenti strani” da parte del ragazzo. Il giovane, però, era disarmato e per tale motivo la famiglia della vittima denuncia un uso eccessivo della forza da parte degli agenti.

Ha perso la vita anche il manifestante di Charlotte. Durante gli scontri tra polizia e afroamericani a suon di lacrimogeni e pietre volanti, l’uomo è stato immobilizzato da alcuni colpi di arma da fuoco. Secondo le autorità, però, a colpire la vittima sono stati i civili e non gli agenti.

La polizia fa anche marcia indietro sull’omicidio di Tusla: il video sulla uccisione dell’afroamericano che ha dato vita alle proteste non mostra in maniera chiara se la vittima prima di essere colpita da un agente ha puntato o meno una pistola verso i poliziotti.

A fermare quest’ondata d’indignazione, però, non bastano le parole ma servono i fatti. E soprattutto cambiamenti.