Corea del Nord, Kim Jong-un fa giustiziare negoziatori del summit con Trump

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Fonte foto: Wikimedia Commons

Una serie di epurazioni ha colpito i funzionari della Corea del Nord ritenuti responsabili del fallimento del secondo summit con gli Usa, tenutosi ad Hanoi a fine febbraio. Il presidente nordcoreano Kim Jong-un ha fatto giustiziare a marzo il capo negoziatore Kim Hyok-chol, mentre Kim Yong-chol, ex braccio destro di Kim sparito da settimane dagli eventi pubblici, è stato mandato in un campo di rieducazione. Il leader nordcoreano non ha risparmiato neanche la sorella minore Kim Yo-jong, sempre al suo fianco, alla quale “è stato consigliato di tenere un basso profilo“.

Kim Hyok-chol è stato condotto a marzo con altri quattro funzionari senior davanti al plotone d’esecuzione, schierato all’aeroporto di Mirim, con l’accusa di aver spiato per conto degli Stato Uniti: è quanto riporta un quotidiano di Seul, secondo il quale invece Kim Yong-chol, interlocutore del segretario di Stato americano Mike Pompeo che ha incontrato anche a Washington, è stato sanzionato coi lavori forzati nella provincia di Jagang, mentre Kim Song-hye è stata trasferita dal Dipartimento del Fronte Unito in un campo per prigionieri politici.

Si presume sia finita in un campo di prigionia anche l’interprete del leader, Shin Hye-yong, accusata di aver “macchiato l’autorità” di Kim per un errore ad Hanoi durante il suo lavoro di traduzione. Kim Yong-chol e la sorella del leader, Kim Yo-jong, non risultavano nella delegazione che a Vladivostok ha partecipato al summit tra Kim e il presidente russo Vladimir Putin.