Coronavirus, aggiornamenti dall’Italia e dal mondo. Onu e Ue chiedono un Cessate il Fuoco

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Fonte Wikipedia

L’Unione europea si unisce all’appello dell’inviato speciale delle Nazioni Unite per la Siria Geir Pedersen per un “cessate il fuoco immediato e nazionale in tutta la Siria, in particolare nell’ottica della pandemia di coronavirus. Il cessate il fuoco recentemente concordato a Idlib rimane fragile. Deve essere confermato ed esteso a tutta la Siria“. E’ quanto riporta una nota del servizio di azione esterna dell’Ue. “La fine delle ostilità nel Paese è di per sé importante, ma è anche una condizione preliminare per arrestare la diffusione del coronavirus e proteggere una popolazione già in difficoltà dalle sue conseguenze potenzialmente devastanti, in particolare a Idlib con il suo alto numero di sfollati“. L’Unione Europea riprende inoltre l’appello dell’inviato speciale per un rilascio su larga scala di detenuti detenuti dal regime siriano.

L’APPELLO ONU – Diversi governi hanno già aderito all’appello lanciato giorni fa dal segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, in merito a un cessate il fuoco su base mondiale. “La furia del coronavirus mostra la follia della guerra. Ecco perché oggi chiedo un cessate il fuoco globale e immediato in tutti gli angoli del mondo. È tempo di bloccare i conflitti armati e concentrarsi sulla vera lotta delle nostre vite. Alle parti in guerra dico: ritiratevi dalle ostilità“.

TENSIONI TRA ITALIA E UE – Proseguono le tensioni tra governo italiano e Unione Europea.”Mi batterò fino all’ultima goccia di sudore per ottenere una risposta europea forte e coesa, c’è un appuntamento con la storia e la Ue deve essere all’altezza“, ha ribadito Giuseppe Conte a seguito delle dichiarazioni della presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen secondo la quale “i coronabond sono un tormentone e nessuno ci sta lavorando“, sebbene sia poi giunta la precisazione della Commissione Ue secondo cui nessuna opzione sarebbe esclusa nei limiti definiti dai trattati.

ITALIA E ALBANIA – È intanto giunto in Lombardia, come annunciato dal premier albanese Edi Rama, il team di 20 infermieri e 10 medici inviati per supportare l’Italia, con particolare riferimento agli ospedali di Brescia, nella lotta contro il coronavirus. “Non siamo privi di memoria“, aveva dichiarato Rama in occasione della partenza del team. “Non possiamo non dimostrare all’Italia che l’Albania e gli albanesi non abbandonano mai un proprio amico in difficoltà. Oggi siamo tutti italiani, e l’Italia deve vincere e vincerà questa guerra anche per noi, per l’Europa e il mondo intero“. “Ricambiare non è la parola giusta perché non potremo mai ricambiare quello che l’Italia e gli italiani hanno fatto per noi in tempi troppo bui“, ha successivamente aggiunto il premier. “L’egoismo non ci appartiene. Dall’Albania una lezione di solidarietà“, ha commentato Luigi Di Maio. “Grazie al presidente Edi Rama. Sono questi i valori fondanti che l’Europa dovrebbe trasmettere a chi è in difficoltà“.

CONTAGI E DECESSI NEL MONDO – I decessi provocati dal coronavirus nel mondo sono attualmente più di 34mila su un totale che supera i 723mila casi di contagio, stando a quanto riporta l’ultimo bollettino diffuso dalla Johns Hopkins University. Le persone guarite sono 151.991. I decessi nello Stato di New York sono più di mille con quasi 60mila casi di contagio. Sono più di 80mila, invece, i contagi registrati in Spagna e si stanno avvicinando a quelli registrati in tutta la Cina.  In Francia il numero di casi noti di infezione è salito a più di 40mila. Il Regno Unito spera di riuscire a invertire la rotta dei contagi da coronavirus, ora in fase d’impennata (quasi 20mila casi), ma ipotizza di non di tornare alla normalità prima di sei mesi o più secondo quanto dichiarato da Jenny Harries, consigliere sanitario del governo di Boris Johnson attualmente infettato e in isolamento al pari del premier.