Coronavirus, Andrea Crisanti spiega perché il numero dei decessi continua ad aumentare

Il direttore di microbiologia e virologia dell'Università di Padova spiega il fenomeno dei decessi a causa del Covid-19

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Statistiche Coronavirus. Foto di Google contrassegnata per essere riutilizzata.

Sono passate ormai circa due settimane dall’entrata in vigore del nuovo Dpcm firmato dal premier Giuseppe Conte. Nel decreto, l’Italia è stata suddivisa in fasce di rischio: zona gialla, arancione rossa. I colori sono determinati dall’indice di rischio di una determinata regione e al momento quelle gialle (a basso rischio), sono davvero poche.

Un fenomeno che si sta verificando molto nel nostro Paese è quello del numero molto alto di decessi. Dopo due settimane dall’entrata in vigore delle restrizioni, i contagi stanno leggermente scendendo, tuttavia, il numero dei decessi è stabile o, nel peggiore dei casi, aumenta. Perché abbiamo così tanti morti?

LA SPIEGAZIONEAndrea Crisanti, direttore di microbiologia e virologia dell’Università di Padova, ha spiegato questo fenomeno ai microfoni di SkyTG24. Il numero dei decessi di Covid-19 è legato, in ogni caso, anche e soprattutto all’elevato numero di contagi.

“Il numero di contagi che noi identifichiamo ogni giorno con i tamponi, forse è ancora una sottostima del numero reale e comunque non credo questi numeri vadano a calare nel breve periodo perché, purtroppo, il numero dei morti riflette il numero delle infezioni precedenti di circa due o tre settimane” ha spiegato Andrea Crisanti. Ciò significa che anche dopo queste settimane dovremo aspettarci un numero elevato di decessi.

LOMBARDIA E PIEMONTE ZONA ARANCIONE – In questi giorni le regioni Lombardia e Piemonte sono passate di diritto nella zona arancione poiché l’indice di contagio è iniziato a scendere. Tuttavia, la Regione Lombardia ha fatto presente che quest’ultima non uscirà dalla zona rossa almeno fino al 27 novembre per gli ulteriori controlli.