Coronavirus: code allo Stretto di Messina, centinaia di auto in fuga verso la Sicilia

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Nave Stretto di Messina, Fonte Wikipedia

Ogni giorno la situazione nel mondo, e nell’Italia specialmente, sembra peggiorare. Provvedimenti sempre più estremi, decreti sempre più restrittivi, tutto pur di vincere la “guerra” contro il COVID-19 (volgarmente chiamato Coronavirus). Questo purtroppo implica azioni fuoriluogo e irrazionali da parte dei cittadini, in preda alla paura.

FUGA DAL NORD VERSO SUD – Abbiamo già assistito alla “grande fuga” dalle città nordiche dell’Italia verso quelle del sud. Treni colmi di persone, desiderose di andarsene da Milano per tornare nella loro terra natia. Ebbene la stessa situazione è accaduta nuovamente ieri, in data 22 marzo.

Dopo le ultime misure adottate da Conte e dal ministero della salute con il Viminale, che seroquelinfo.com la chiusura delle attività non essenziali e il divieto assoluto di andare via dal proprio comune, il panico. Centinaia di macchine sulle navi, intente a lasciarsi alle spalle il nord preferendo dirigersi verso il sud, in questo caso specifico la Sicilia. Il segretario generale del sindacato Orsa ha dichiarato che: «Ieri sera si è registrato un pericoloso afflusso di auto all’imbarcadero di Villa San Giovanni sui traghetti privati per Messina». Cosa confermata anche dal presidente della Sicilia Nello Musumeci.

IL TWEET DEL PRESIDENTE – Quest’ultimo non ha perso tempo. Ecco cosa ha scritto in un post pubblicato su Twitter: «Ho appena avuto conferma dalla prefettura di Messina che saranno ulteriormente intensificati i controlli sullo Stretto. Possono passare, alla luce del provvedimento nazionale, SOLO i pendolari che svolgono servizio pubblico, come sanitari, forze armate e di polizia. BASTA. Stiamo facendo sacrifici enormi e bisogna dare certezze a tutti i cittadini che questa fase è seguita con impegno».

Musumeci ne ha anche approfittato per incitare il governo ad agire, in quanto, cito: «noi siciliani non siamo carne da macello!»