Coronavirus, cosa si intende per “carica virale bassa” nei nuovi casi

Nei nuovi casi di Covid-19, pare che la carica virale si sia abbassata. Vediamo nel dettaglio cosa significa

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Statistiche Coronavirus. Foto di Google contrassegnata per essere riutilizzata.

In attesa del nuovo Dpcm del premier Giuseppe Conte, i casi di contagio si stanno timidamente abbassando, con la speranza di poter passare le feste natalizie in tranquillità. Nella giornata di oggi, l’Italia ha registrato più di 16 mila casi, molti meno da quando il Paese è stato suddiviso in zone gialle, arancioni e rosse. Inoltre, spesso sentiamo dire che la nuova ondata di Coronavirus possiede “una carica virale bassa”, cosa significa?

I NUOVI CASI POSSIEDONO UNA CARICA VIRALE BASSAFrancesco Broccolo, virologo dell’Università di Milano Bicocca e direttore del laboratorio di Cerba di Milano, ha spiegato in termini tecnici quanto sta emergendo dalle analisi dei nuovi tamponi. In sostanza, la carica virale dei nuovi positivi è decisamente più bassa, tuttavia, spesso i cittadini non sanno cosa significhi.

“Si è decisamente abbassata, tanto che solo il 5% dei pazienti analizzati, pari al 20% dei positivi, ha una carica virale superiore a un milione, contro l’80% che si registrava lo scorso ottobre” ha dichiarato il virologo. Per carica virale si intente la quantità di virus presente in un campione biologico. Si tratta, nel caso del Covid-19, del numero di particelle presenti nel naso-faringe di un soggetto e prelevate attraverso il tampone. Questa quantità varia nel corso dell’infezione e raggiunge il suo picco tendenzialmente 5-6 giorni dopo aver contratto il virus.

Una carica virale più elevata, dunque, può essere associata ad esiti clinici più gravi. Al contrario, invece, a una carica virale più bassa può essere associata a una malattia più lieve o a manifestazioni asintomatiche dell’infezione, come è spesso accaduto in questo periodo. Broccolo, inoltre, suggerisce che la diminuzione della carica virale indichi “una riduzione delle infezioni attive” nell’area in cui opera il laboratorio Cerba, dunque un calo complessivo che potrebbe indicare che la fase più acuta della seconda ondata è finita.

Secondo quanto osservato da Francesco Broccolo nelle ultime settimane, si è passati dall’80 al 20 per cento di positivi con una carica virale superiore a un milione di copie/ml, e circa il 5 per cento di positivi con campioni al di sopra del miliardo di copie.