Coronavirus, cosa sta accadendo al di fuori dell’Italia

La situazione del Covid-19 nell'ambito delle maggiori potenze mondiali e europee

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Mondo pandemia. Foto di Google Contrassegnata per essere riutilizzata.

Il 31 dicembre 2019 la Commissione Sanitaria Municipale di Wuhan, uno dei centri abitati più popolosi della Cina, annuncia per la prima volta all’OMS una serie di casi di polmonite d’origine ignota verificatisi in città. Da allora comincia un’escalation di contagi che si estende in un paio di mesi fino all’Italia, prima Nazione colpita dopo la Cina dall’agente patogeno che verrà poi denominato “Covid-19“, che si sarebbe diffuso successivamente fino ad essere considerato un vero e proprio virus pandemico.

Ad oggi, 12 maggio 2020, in tutto il mondo ci sono 4.058.252 di casi confermati dall’inizio dell’epidemia, di cui 281.736 morti. Solo in Italia la cifra dei positivi totali è di 219.813, di cui 82.488 attualmente malati; ma vediamo insieme la situazione di propagazione del nuovo Coronavirus nei principali stati mondiali e europei.

SPAGNA – La Spagna si registra come la potenza europea più colpita in assoluto, con un totale di 227.436 casi da inizio pandemia. Risale al 14 marzo 2020 la data in cui il Governo spagnolo ha deciso di decretare lo stato di emergenza in tutto il territorio nazionale, provvedimento attualmente esteso fino al 23 maggio. In data 2 maggio 2020 sono stati poi disposti degli alleggerimenti delle misure precedenti, secondo i quali le persone possono uscire dalle loro abitazioni in base a precise fasce orarie differenziate per età: gli adulti possono uscire dalle 6 alle 10 e dalle 20 alle 23 per una passeggiata di massimo un’ora o per fare sport all’aperto; i minori di 14 anni possono uscire, accompagnati da un adulto della famiglia, per una passeggiata di massimo un’ora, dalle 12 alle 19; agli over 70 e a coloro che hanno bisogno di assistenza sono riservate le fasce dalle 10 alle 12 e dalle 19 alle 20 per una passeggiata di massimo un’ora. Inoltre, il Governo Sánchez ha previsto una diversificazione dell’alleggerimento delle misure di contagio divisa in cinque Fasi, con un vero e proprio sistema di promozione provincia per provincia. Lunedì scorso, per esempio, alcune province sono potute passare alla Fase 1, mentre i grandi centri come Madrid e Barcellona sono ancora fermi alla Fase 0.

REGNO UNITO – I casi totali nel Regno Unito sono ad oggi 224.332. Per quanto riguarda l’Inghilterra, il Governo britannico si avvia verso la fase 2 della gestione del virus; il piano si divide in tre fasi, metà maggio, giugno e luglio, se la curva dei contagi lo permetterà, e interesserà gradualmente negozi, scuole, eventi culturali e sportivi e infine anche pub e ristoranti. Leggermente differenti sono invece le misure adottate per Scozia, Galles e Ulster, che si sono dichiarate contrarie alla rimozione del lockdown da parte del Primo Ministro inglese Boris Johnson.

GERMANIA – Conta attualmente 172.576 casi totali dall’inizio della pandemia, di cui però solo 19.298 attualmente positivi. Nel weekend la Merkel ha dovuto fronteggiare numerose proteste da parte della popolazione, che spinge per la fine generale delle restrizioni. Tuttavia poche ore fa hanno avuto inizio le nuove riaperture decise dai vari Länder, gli stati federati; ognuno ha seguito una propria strategia e regole proprie per gestire la ripartenza.

CINA – Molto diversi sono i numeri della Cina, focolaio d’origine della pandemia. I casi totali da inizio diffusione sono 84.011, di cui attualmente attivi 176. Il tasso di mortalità è molto più basso rispetto a quello registrato in Italia, con una cifra di morti che si aggira intorno ai 4.637, che rappresenta solo il 5% del totale, contro il 13% del caso italiano. Si teme tuttavia una seconda ondata del virus, dato il nuovo incremento di casi nelle ultime ore. Le autorità di Wuhan, epicentro epidemico, hanno così preso la decisione di testare tutti i cittadini entro i prossimi 10 giorni.

COREA DEL SUD – I casi totali sono 10.936, di cui 258 i deceduti. Al pari della Cina in Corea del Sud si registra un nuovo aumento di positivi, di cui preoccupano in particolare le infezioni del ‘super diffusore’ di Itaewon, il quartiere della movida di Seul, che sono diventate il secondo focolaio più grande nella capitale sudcoreana. Proprio in virtù delle nuove infezioni il viceministro dell’educazione Park Baeg-beom ha annunciato il rinvio di una settimana della riapertura delle scuole, prevista inizialmente per mercoledì 13 maggio.

STATI UNITI – Vedono un numero totale di 1.38 milioni di casi in tutti i 50 stati federati, di cui New York è quello più colpito, mentre i morti sono più di 80.000; un bilancio addirittura peggiore di quelli registrati durante la guerra in Vietnam, confermando così gli USA come il Paese più sofferente a livello mondiale. Sempre più frequenti sono le proteste dei cittadini contro il lockdown, che rivendicano il diritto di decisione in merito alla propria libertà personale; nel Michigan in particolare centinaia di persone hanno condotto una vera e propria irruzione nel Campidoglio dello Stato. Anche il Presidente Donald Trump spinge per la ripresa dell’economia continuando la sua battaglia politica contro la Cina, che ritiene responsabile diretta a tutti gli effetti della pandemia.

RUSSIA – Si conferma come il secondo Paese al mondo per numero di contagi, con un totale di 232.243 persone colpite, con un incremento di 10.000 nuovi positivi solo nella giornata di ieri. Secondo il Presidente Vladimir Putin l’obbiettivo è quello di limitare l’incremento di casi ma al contempo evitare il collasso economico, da oggi infatti anche la Russia si è vista protagonista dell’allentamento delle precedenti misure restrittive.