Coronavirus, da oggi l’Abruzzo torna in area arancione: scoppia la polemica per la decisione di Marsilio

La decisione autonoma del governatore di regione, Marco Marsilio, ha suscitato malumori all'interno del governo

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Ponte di Pescara, fonte: Elena Luciani (@elenaluscih)

Da ieri sera è in atto una vera e propria polemica che coinvolge l’unica regione d’Italia a essere rimasta in zona rossa, l’Abruzzo, e il Governo. Marco Marsilio, governatore di regione, in piena autonomia ha firmato l’ordinanza del passaggio dalla zona rossa a quella arancione, rendendo di fatto il nostro Paese un lungo corridoio di regioni gialle e arancioni, come aveva anticipato il premier Giuseppe Conte.

LA DECISIONE PRESA IN SERATA – Tutto è cominciato quando il governatore della regione Abruzzo ha pubblicato, dapprima sul suo profilo Facebook e successivamente tramite il profilo ufficiale della Regione, un lungo post in cui comunicava ai cittadini di aver firmato l’ordinanza per il passaggio da zona rossa ad arancione.

Quattordici ore fa, Marco Marsilio ha comunicato ai cittadini abruzzesi: “Mantenuto l’impegno di riaprire il commercio prima dell’Immacolata. Ho firmato l’ordinanza con la quale l’Abruzzo rientra in zona arancione. Da domani i negozi saranno aperti e da mercoledì torneranno a scuola i ragazzi di seconda e terza media. Il monitoraggio del fine settimana ha fornito ulteriori dati confortanti, dei quali ha preso atto anche il Comitato Tecnico Scientifico regionale. Non si registrava dal 23 ottobre scorso un numero così basso di nuovi positivi”. Tuttavia, il governatore di regione pare abbia preso questa decisione senza avallo del governo.

L’IRA DEL GOVERNO – Questa decisione autonoma ha suscitato parecchi malumori all’interno del governo, soprattutto nei ministri Boccia e Speranza. Replicano fonti del governo: “La regione Abruzzo aveva anticipato l’ingresso in zona rossa rispetto all’ordinanza del governo. La cabina di regia che monitora i dati di tutte le regioni ha riconosciuto questa anticipazione che avrebbe potuto portare alla zona arancione nella giornata di mercoledì. La scadenza dei 21 giorni è però prevista per mercoledì, non per lunedì.

Una posizione molto critica, però, ampiamente condivisa dai ministri Francesco Boccia e Roberto Speranza. Inoltre, dal governo è filtrata la volontà di procedere con una lettera di messa in mora nei confronti della Regione. Secondo questa diffida, se la richiesta da parte della Regione non sarà eseguita, la responsabilità di ulteriori contagi nei luoghi che sarebbero dovuti rimanere chiusi almeno fino a mercoledì, ricadrebbe sotto la responsabilità della Regione Abruzzo.