Coronavirus, è count down per il rilascio dell’app Immuni: Google e Apple ok al sistema di tracciamento

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Manca davvero poco e poi anche la tecnologia potrà dare una mano sostanziale per la protezione dal contagio da coronavirus. Merito dell’appImmuni“, creatura dello studio software “Bending Spoons” e che tra qualche giorno potrà essere scaricata sugli smartphone dei cittadini gratuitamente.

Immuni, come funziona l’app che ci proteggerà dal Covid-19?

A quasi un mese dall’annuncio della partnership tra Ministero della Sanità, il Centro Medico “Santagostino” e la celebre software house, arriva sui cellulari l’app che promette di garantire sempre le giuste distanze dalle persone che abbiamo attorno. Il tutto per ridurre al minimo la possibilità di contagio sfruttando una tecnologia ormai vetusta ma sempre attuale come il bluetooth.

Niente tracciamenti satellitari o attraverso i provider di connessioni internet. Immuni si baserà esclusivamente sui dati raccolti dai sensori bluetooth che, interagendo tra di loro, indicheranno la distanza tra un dispositivo e un altro, avvertendo nel caso dovesse andare sotto una determinata soglia. Privacy rispettata, dunque, e nessuna condivisione dei propri dati con parti terze.

Immuni, Google e Apple danno l’okay: a breve il lancio

L’app ha ricevuto in queste ore anche la certificazione di verifica da parte di Google e Apple, diventando a tutti gli effetti eleggibile per la distribuzione gratuita sui rispettivi market. “Nelle ultime settimane” – si legge nella nota congiunta dei due colossi tech -“le nostre due società hanno lavorato insieme ad autorità sanitarie, scienziati, organizzazioni sulla privacy e leader dei governi di tutto il mondo per raccogliere contributi e indicazioni. La notifica di esposizione ha come obiettivo specifico l’avviso tempestivo, particolarmente importante per rallentare la diffusione della malattia dal momento che il virus si può diffondere in modo asintomatico”.

Sarà, quindi, a breve possibile scaricare “Immuni” da Play Store e Apple Store su tutti gli smartphone su base volontaria. Il funzionamento, almeno per i primi tempi, sarà garantito soltanto in alcune regioni pilota come Veneto, Emilia-Romagna e Lombardia. Dopo un primo periodo di rodaggio sarà possibile usufruire delle sue features in tutta Italia.