Coronavirus, è di nuovo assalto al treno: biglietti finiti da Milano per Napoli. Si teme il nuovo esodo

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foto Flickr

Neanche un biglietto disponibile. Questo è quanto si segnala sui siti di trasporto su rotaia che collegano il capoluogo lombardo a quello partenopeo. Una situazione che potrebbe portare verosimilmente a ricevere nella Regione campana migliaia di persone provenienti  dalle aree maggiormente colpite dal contagio di coronavirus.

Una vera e propria bomba sanitaria che viaggia da nord verso sud con l’alta velocità e che in poche ore potrebbe trasformare un territorio blandamente colpito dal Covid-19 in un nuovo focolaio della pandemia. A nulla, dunque, sarebbero serviti i tanti sacrifici dei campani che vedrebbero andare in fumo mesi di isolamento per colpa di congiunti che tornano dalla Lombardia.

Una situazione grave e di difficile previsione. Una minaccia che incombe sulla Regione che potenzialmente potrebbe venirsi a trovare in una recrudescenza del morbo quando un po’ dappertutto nel meridione d’Italia si va verso il contagio zero. A lanciare il disperato appello alle Istituzioni e alla cittadinanza ci ha pensato il consigliere Emilio Borrelli che dichiara: “Un cittadino ci segnala che nelle date del 4, 5 maggio e giorni successivi i posti dei treni provenienti da Milano e diretti a  Napoli non sono acquistabili. Ci si prepara ad un’altra invasione dalla Lombardia?”.

Parole che trovano l’accoglimento dei tanti campani che anche sui social hanno iniziato a lamentarsi dell’ormai imminente esodo. Sulla questione è atteso ora il parere del Governatore De Luca che in questi giorni ha arringato attraverso i social e le TV a mantenere gli atteggiamenti più consoni per la buona riuscita della quarantena.

Tutti gli sforzi andrebbero in fumo in un momento se anche soltanto uno tra quelle migliaia di viaggiatori fosse positivo al coronavirus. Dai board manageriali di Trenitalia e Italo non arriva nessun commento a riguardo. Ci si aspetta una risposta anche dal Governo centrale per evitare il peggio. Preoccupazione invece pare arrivare dagli ospedali locali, in cui da giorni ci si continua a sentir ripetere che le attuali condizioni delle strutture sanitarie non potrebbero far fronte ad una situazione così grave come quella registrata a Milano.