Coronavirus, ecco il documento che spiega ai medici a chi va data la precedenza tra i malati Covid

Scegliere chi salvare: i medici dovranno seguire delle precise regole

0
Vaccino anti COVID per tutti, Effetti Collaterali, Vaccino di Moderna, Terapie intensive a rischio, Tracciamento non funziona, Anticorpi contro il Coronavirus, Autopsie non autorizzate
Medici, Fonte Pixabay, Autore Sasint

A causa dell’aumento dei contagi e la grande pressione ospedaliera, è stato elaborato un protocollo per le terapie intensive, diffuso dall’Iss, a uso dei medici anestesisti, per i casi in cui vi sia una carenza di mezzi o risorse. Il documento, diffuso da Il Messaggero, si intitola Decisioni per le cure intensive in caso di sproporzione tra necessità assistenziali e risorse disponibili in corso di pandemia da Covid-19.

COSA CONTIENE IL DOCUMENTO – Questo protocollo pubblicato dall’Iss è rivolto prevalentemente agli anestesisti e serve, dunque, a fornire delle linee guida sulla priorità da dare in terapia intensiva, nei casi in cui questi reparti vadano in tilt. Questo documento è stato redatto dalla Società italiana di anestesia analgesia rianimazione e terapia intensiva e dalla Società italiana di medicina legale e delle assicurazioni e prevede la priorità a essere assistito colui che ha maggiori speranze di sopravvivere.

“L’età non è di per sé un criterio sufficiente per stabilire quali pazienti possono maggiormente beneficiare delle cure intensive e pertanto non è possibile farvi ricorso in fase di triage stabilendo dei cut-off (soglie di età)” si legge nel protocollo.

I diritti del malato saranno comunque garantiti e un punto fondamentale del documento è quello di non basarsi solo sull’età del paziente poiché non particolarmente rilevante. La finalità del protocollo è quella di permettere ai medici di ricorrere al triage basato su parametri clinico-prognostici definiti, piuttosto che osservare un criterio cronologico (ordine di arrivo dei pazienti) o casuale.

“Nel caso di una completa saturazione tale da determinare l’impossibilità di garantire le cure intensive a tutti i pazienti per i quali si pone l’indicazione clinica a tali trattamenti, sarà necessario ricorrere a criteri di priorità, criteri la cui applicazione non può comunque comportare deroghe ai principi di cui sopra, né far venire meno l’esigenza di appropriatezza delle cure a causa della situazione straordinaria” si legge nel documento. Tuttavia, dovranno sempre essere rispettati i seguenti principi: principio di uguaglianza, il principio di solidarietà sociale e il principio di autodeterminazione.

COME SI VALUTANO I PAZIENTI IN TERAPIA INTENSIVA – Per ogni persona bisognosa di cure occorre considerare questi elementi: il numero e tipo di comorbilità, lo stato funzionale pregresso e fragilità, la gravità del quadro clinico attuale, il presumibile impatto dei trattamenti intensivi, anche in considerazione dell’età del/la paziente, la volontà del/la paziente riguardo alle cure intensive che dovrebbe essere indagata il prima possibile nella fase iniziale del triage, e infine, l’età considerata nel contesto globale del quadro clinico del paziente.