Coronavirus, i numeri diminuiscono ma le scuole rimangono in DAD fino al 2021

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Banchi di scuola
Banchi di scuola

L’emergenza coronavirus non si arresta e nonostante le nuove predisposizioni che hanno leggermente diminuito il numero dei nuovi positivi sembra ancora lontana l’agognata uscita dal tunnel. Il Governo si appresta a d emanare il nuovo, ennesimo, dpcm nei primi giorni di dicembre dove molto probabilmente si leggeranno le nuove norme per affrontare il periodo natalizio ormai prossimo. Quello che non cambierà sarà l’approccio alla didattica che, almeno fino alle scuole superiori continuerà ad essere a distanza fino almeno all’anno nuovo.

DAD fino a gennaio 2021 e forse anche oltre. Gli studenti italiani continueranno a seguire le lezioni online ancora fino all’epifania. Nessuna  modifica, dunque, alle attuali disposizioni che vedono la scuola come uno dei centri strategici in cui bloccare l’avanzata del virus. Ai ragazzi non sarà concesso l’entrata in aula per altri 40 giorni almeno e si proseguirà con la didattica a distanza che potrebbe cessare soltanto a gennaio prossimo.

Una decisione dovuta e sofferta che vede le dure rimostranze del Ministro Azzolina ma che, purtroppo, continuerà ad essere la prassi. A parlare in queste ultime ore al quotidiano “La Repubblica” è Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione Nazionale dei Presidi. “Stare chiusi è una sconfitta per il Paese. Con la didattica a distanza si potrà andare avanti per un po’, specie con i ragazzi più grandi. Ma non è pensabile di finire l’anno scolastico così, sarebbe un prezzo altissimo“.

Il presidente dell’ ANP poi precisa: “Tanti, troppi studenti si stanno allontanando dalle aule acuendo i fenomeni della dispersione scolastica e della povertà educativa, già pesantemente presenti in diverse aree del Paese. Ecco perché dico che quattro milioni di studenti lontano dalle aule sono una sconfitta per il Paese: si agisca con celerità e certezza. I tentennamenti e l’estemporaneità arrecano solo danni”. La speranza è comunque quella di ripristinare al più presto le lezioni in presenza e con esse riattivare anche i vari servizi legati allo spostamento dei giovani, in questo periodo in gravi difficoltà economiche.

Intanto si preannunciano novità per bar, ristoranti almeno nelle aree identificate come “gialle“. Si va sempre più verso l’apertura serale dei locali che però dovranno osservare chiusure nei giorni di festa. Anche le altre attività commerciali potrebbero iniziare a rivedere la luce con orari di apertura prolungati fino alle ore 22 per evitare code e assembramenti nelle strette vicinanze.