Coronavirus, il premier Draghi: “Vaccinare i più fragili equivale a riaprire, ma non c’è una data certa”

Il Presidente del Consiglio dei ministri è intervenuto in conferenza stampa

0
DAVOS/SWITZERLAND, 25JAN13 - Mario Draghi, President, European Central Bank, Frankfurt is captured during the special address session at the Annual Meeting 2013 of the World Economic Forum in Davos, Switzerland, January 25, 2013. Copyright by World Economic Forum swiss-image.ch/Photo Remy Steinegger

Il Presidente del Consiglio dei ministri, Mario Draghi, è intervenuto in conferenza stampa assieme a Franco Locatelli. I due hanno risposto ad alcune domande circa le riaperture e la campagna vaccinale. In sostanza, il premier è stato molto chiaro: non c’è una vera e propria data per ripartire, ma sicuramente continuare a vaccinare farà la differenza.

LE PAROLE DI DRAGHI“La raccomandazione è usare il vaccino AstraZeneca per coloro che hanno più di 60 anni: quello che deve attirare la nostra attenzione è il rischio di decesso che è massimo per chi ha più di 75 anni. Quindi bisogna concentrarsi sul vaccinare prioritariamente i più anziani, tutto dipende da questo” ha esordito il premier.

“Uno quindi piuttosto dovrebbe dire di smetterla di vaccinare i giovani, i ragazzi: queste platee di operatori sanitari che si allargano sempre di più, con che coscienza saltano la lista e si fanno vaccinare, lasciando esposto a rischio concreto di morte una persona anziana o fragile?” ha continuato Mario Draghi, suscitando inoltre non poche polemiche per queste dichiarazioni.

“Dobbiamo concentrarci su questa classe di età e la disponibilità di vaccini che abbiamo ad aprile ci permette di vaccinare tutti gli over 80 e la maggior parte degli over 70 in tutte le Regioni: è tempo di prendere decisioni perché questo è fondamentale anche per le riaperture. Se noi proteggiamo i più fragili è chiaro che si può riaprire” ha continuato il premier Draghi dopo aver lasciato la parola a Locatelli.

SULLE RIAPERTURE – Sulle riaperture delle attività il Presidente del Consiglio dei ministri ha spiegato: “Oggi ho visto Salvini, ma anche Bersani e i rappresentati delle Regioni. Tutti chiedono le aperture perché la miglior forma di sostegno per l’economia non sono i ristrori, ma sono le riaperture. Sulle manifestazioni che ci sono state, bisogna condannare la violenza, ma io capisco la frustrazione. Io nelle prossime settimane voglio vedere le riaperture in sicurezza, a cominciare dalle scuole. L’obiettivo sarebbe quello di dare ai ragazzi almeno un mese di scuola insieme”.

“Quanto più celermente procedono le vaccinazioni, tanto più si potrà riaprire. Parlo di categorie a rischio, non conta avere il 30% della popolazione totale vaccinata, ma il 100% delle categorie a rischio protette e magari un po’ meno degli altri. Ora non ho una data, ci stiamo pensando in questi giorni. E poi dipende dall’andamento dei contagi e come dicevo dalle vaccinazioni. Sul turismo il ministro Garavaglia, speriamo ma la cosa più importante è preparare la riapertura” ha concluso il premier Draghi.