Coronavirus, il Tar ordina di riaprire scuole medie e superiori in Campania entro la fine di gennaio

Vittoria dei genitori "No Dad": la Campania dovrà riaprire le scuole medie e superiori entro la fine di gennaio

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Banchi di scuola
Banchi di scuola

Il tema sulla riapertura delle scuole è uno dei più dibattuti da quando è iniziata la pandemia, ormai un anno fa. Alcune Regioni hanno preferito chiuderle per evitare focolai e affidarsi alla Dad, la didattica a distanza. Tuttavia, seppur molto utile per fronteggiare il virus, fare lezioni online non è semplice e porta alla luce differenze sociali non indifferenti.

La Campania, durante la seconda ondata, è stata una delle prime regioni a chiudere gli istituti scolastici ma questa volta dovrà fare dietrofront. Dopo il via libera per il ritorno dei bambini e bambine delle classi elementari e della secondaria superiore di primo grado a partire dal 25 gennaio, ora tocca ai ragazzi e ragazze dei licei, almeno per il 50%.

VITTORIA “NO DAD” – Seconda vittoria per i genitori del movimento “No Dad”. Il Tar della Campania, V sezione, presidente Maria Abruzzese, ha accolto l’istanza proposta dalle famiglie per il rientro nelle scuole in presenza. Entro e non oltre la fine di gennaio, almeno il 50% degli studenti dovrà rientrare nelle aule. “Per quanto precede, non potendosi revocare in dubbio l’ineludibilità, allo stato, della progressiva conformazione del sistema scolastico campano agli indirizzi dettati da ultimo dal Dpcm 16 gennaio 2021 quanto alle percentuali, minime e massime, di studenti frequentanti in presenza gli istituti di istruzione secondaria superiore, resta comunque del pari indefettibile il previo apprestamento di misure, generali o particolari, volte a definire in concreto la fruizione nella percentuale prevista e, per altro verso, di misure di sostegno al trasporto pubblico per consentire la mobilità scolastica in presenza” si legge nel testo completo del decreto numero 153 del Tar.

Non vi sono, allo stato, evidenze circa l’effettivo apprestamento di tali necessarie misure attuative e proattive, incombente sulle Autorità amministrative ciascuna per la propria competenza, mentre risulta solo un avviso ulteriormente tendente alla soprassessoria documentato dalla relazione in data 21 gennaio 2021 dell’Unità di crisi regionale depositata in atti a riscontro del decreto istruttorio inter partes, non tuttavia accompagnato dall’individuazione di precisi percorsi, temporalmente scadenzati e finalizzati alla doverosa conformazione” si legge nel testo.

“[…] L’ordine impartito alla Regione Campania di conformarsi a quanto prescritto nel citato Dpcm per le scuole secondarie superiori, previa ricognizione degli atti attuativi e proattivi necessari a rendere effettiva la didattica in presenza nei limiti quantitativi, minimi e massimi, prescritti, e, dunque, per un verso finalizzati a definire la concreta percentuale di studenti ammessi alla didattica in presenza, con emanazione di eventuali atti di indirizzo generali ovvero demandandone l’attuazione ai dirigenti scolastici, e, per altro verso, a individuare, ove necessario, le eventuali misure di supporto al servizio scolastico in presenza. […] Dell’1 febbraio 2021, peraltro come auspicato nella stessa citata nota dell’Unità di crisi, quale termine massimo per la completa conformazione alle disposizioni del Dpcm 16 gennaio 2021, e dunque quale “deadline” per il rientro in presenza della percentuale minima/massima degli studenti delle scuole secondarie superiori”.