Coronavirus, il vaccino ReiThera è sicuro

Il vaccino italiano ReiThera è sicuro: a confermarlo il dottor Stefano Colloca a Fanpage.it

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Siringa preleva vaccino. Foto di Google Contrassegnata per essere riutilizzata.

La campagna vaccinale in Italia è iniziata il 27 dicembre e, ad oggi, le persone alle quali è stato destinato il vaccino raggiungono quota 972mila. Le dosi destinate sono delle aziende Pfizer e, dai primi di gennaio, dell’azienda farmaceutica Moderna. Tuttavia, anche gli scienziati italiani stanno cercando di mettere a punto un vaccino, che ha già superato la prima fase dei test: l’azienda di biotecnologie è ReiThera SRL di Castel Romano.

Secondo l’organizzazione mondiale di Sanità, i vaccini in sviluppo contro il Coronavirus sono attualmente 236, 173 si trovano in sperimentazione pre-clinica, cioè ancora testati su modelli animali e cellule in provetta, infine, i restanti 63 sono già passati alla clinica, ovvero vengono somministrati ai volontari coinvolti negli studi clinici. La redazione di Fanpage.it ha intervistato il dottor Stefano Colloca, cofondatore e responsabile dello sviluppo tecnologico di ReiThera.

LE DICHIARAZIONI DI STEFANO COLLOCA“Per poter fornire delle risposte adeguate in relazione ai livelli di efficacia è necessario attendere i risultati della Fase II e III. Ad ora, considerati i risultati di Fase I e gli studi dei vaccini attualmente approvati, siamo molto ottimisti in merito” ha spiegato Stefano Colloca ai giornalisti di Fanpage.it in merito all’efficacia del vaccino in sperimentazione.

“Le reazioni all’inoculazione nei volontari sono state transitorie e di lieve e limitata intensità: arrossamenti nella zona dell’iniezione, qualche linea di febbre, un po’ di mal di testa, tutti sintomi spariti nel giro di poche ore, potenzialmente associati all’attivazione del sistema immunitario. Queste reazioni al vaccino basato su adenovirus ricombinanti sono in linea con quanto già osservato nel passato in studi clinici dedicati ad applicazioni diverse della stessa tecnologia” ha continuato Colloca sui possibili effetti collaterali.

“Auspichiamo che la Fase II possa iniziare entro il primo trimestre del 2021, in modo che la Fase III sia lanciata nella prossima primavera. Come noto lo studio clinico di fase 1 ha arruolato volontari di età dai 18 anni in su. Normalmente si passa alla fascia di età pediatrica dopo aver accumulato dati di sicurezza in un numero congruo di volontari adulti” ha dichiarato il dottore sulla somministrazione del vaccino ai bambini.

La domanda più gettonata è stata quella inerente all’efficacia del vaccino su eventuali mutazioni del virus, che tanto preoccupano la popolazione: “In risposta al vaccino, il nostro corpo produce diversi tipo di anticorpi e in seguito a un’eventuale mutazione, alcuni potrebbero diventare inabili a riconoscere il virus, mentre altri ne sarebbero ancora in grado. Nel caso in cui la mutazione fosse tale da rendere inefficace il nostro vaccino, potremmo produrne uno adatto a stretto giro”.