Coronavirus nel mondo: il punto della situazione sulla ripartenza

Come stanno gestendo la nuova fase di contenimento del virus le maggiori potenze mondiali ed europee

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Negli ultimi giorni le maggiori potenze mondiali e europee si sono appianate su una comune linea di riapertura parziale e graduale dopo il lockdown da Coronavirus. Ad oggi i casi confermati in tutto il mondo sono 4.76 milioni da inizio epidemia, per un totale di 1.75 milioni di guariti e 316.000 decessi.

SPAGNA – Attualmente in terra spagnola il rischio di contagio si considera in fase di contenimento, con 232.000 casi complessivi. Il Governo qualche giorno fa ha deciso quali sono le province che dal 18 maggio passano alla fase 2 (riunioni sociali fino a 15 persone; apertura di bar e ristoranti con distanziamento; viaggi nella stessa provincia; attività culturali all’aperto fino a 400 persone e in luoghi chiusi fino a 50 persone; riapertura dei centri commerciali; matrimoni con numero massimo di partecipanti), quali province restano o passano nella fase 1 (riunioni sociali fino a 10 persone; apertura di mercati all’aperto, piccoli negozi e chiese con distanziamento; aree all’aperto di bar e ristoranti con limitazione della capienza al 50%; caccia e pesca sportiva) e quali invece restano nella fase 0 (passeggiate con fasce orarie; apertura piccoli negozi solo su appuntamento; bar e ristoranti solo per asporto e consegna a domicilio). Nella fase 1 figura gran parte del Paese mentre tra le province che restano nella fase preparatoria (o fase 0) figurano Madrid, Barcellona e gran parte della regione di Castilla y León. Nella fase 2 passano alcune isole Canarie (El Hierro, La Gomera e La Graciosa) e delle Baleari (Formentera).

REGNO UNITO – Conta 246.000, e si conferma come il Paese con più decessi in Europa (34.796, anche se elaborazioni statistiche recenti dell’Ons, l’Istat britannico, indicano una stima d’oltre 41.000). Il Ministro inglese Boris Johnson ha dichiarato di essere poco fiducioso circa la possibilità di ritrovamento di un vaccino, e che in tal caso è importante trovare nuovi modi per contenere il virus, tra cui il fatto di testare le persone che hanno sintomi e tracciare i contatti di quelle infette. Il Governo ha allentato alcune restrizioni sulle attività all’aria aperta la scorsa settimana e prevede di continuare ad allentare le regole nei prossimi mesi.

GERMANIA – Anche la Germania è in ripresa e, pur segnando un totale di 177.000 casi, vede di recente un calo progressivo dei morti e dei nuovi contagi giornalieri. Anche qui è cominciato un processo di allentamento delle restrizioni e a partire da venerdì 15 maggio hanno potuto riaprire i ristoranti; staff e clienti devono rispettare il distanziamento sociale; i componenti di due famiglie separate possono condividere un tavolo, tenendosi però a una distanza di 1.5 metri l’uno dall’altro. Il personale è tenuto a indossare mascherine, mentre gli avventori sono invitati a farlo. Il Senato di Berlino ha anche consigliato ai ristoranti di registrare i dettagli dei clienti, in modo che possano essere rintracciati se viene identificata un’infezione.

CINA – La nazione focolaio originario del virus conta attualmente 82.954 casi complessivi. Purtroppo sono stati confermati nuovi focolai epidemici sparsi in varie zone del territorio, a causa dei quali circa 100 milioni di persone, soprattutto nella provincia di Jilin, situata nell’area nord est della Cina, sono state costrette a rimettersi in lockdown. In particolare nella città sopracitata da ieri, 18 maggio, sono state nuovamente chiuse le scuole e sospesi i trasporti pubblici. Un vero e proprio dèjà-vu di quanto accaduto qualche mese fa a Wuhan.

COREA DEL SUD – Conta una cifra di 11.065 casi totali da inizio epidemia. La seconda ondata di contagi, che si era originata attorno alla movida del popolare quartiere Itaewon, pare essere stata contenuta. Il Paese non ha mai realizzato un rigido lockdown, basando il suo metodo di contenimento, per ora considerato tra i più efficaci al mondo, su una salda organizzazione e una potente capacità diagnostica nel localizzare e delimitare i focolai di contagio.

STATI UNITI – Sono di fatto l’area più colpita con un totale di 1.53 milioni di casi. Il Presidente Donald Trump spinge per la riapertura, soprattutto per la ripresa dell’economia, che però secondo il Presidente della Fed Jerome Powell non avverrà nel breve periodo, o almeno finché non si troverà un vaccino. A tale proposito sono stati dichiarati come positivi i primi test su un potenziale vaccino condotti dalla società americana di biotecnologie Moderna. L’amministrazione ha previsto una possibilità di riapertura dopo un monitoraggio di almeno due settimane di calo dei contagi, e controlli serrati sugli asintomatici e sulle categorie più vulnerabili; tuttavia molti Stati membri stanno riaprendo senza rispettare i criteri suggeriti dal Governo.

RUSSIA – Qui la cifra è di 291.000 positivi da inizio epidemia, ed è attualmente uno dei Paesi in cui il virus si sta diffondendo con maggiore potenza. Il Primo Ministro russo, Mikhail Mishutin, ha dichiarato che la situazione resta complicata ma che le autorità stanno riuscendo a contenere la crescita esponenziale dei nuovi contagi. Inoltre, a detta di Mishutin, 27 unità territoriali si preparano ad allentare gradualmente le misure di isolamento.